CASE
Los Durmientes

Una casa di villeggiatura messicana – progettata da Bernardo Chávez Peón – traduce l’idea di semplicità in un’architettura rigorosa e accogliente. Dove pietra, legno e luce naturale costruiscono spazi intimi, ma aperti alla foresta

Immersa nei boschi sempreverdi della Valle de Bravo, la casa progettata da Bernardo Chávez Peón nasce dall’ascolto profondo del luogo. Tra colline avvolte dalla nebbia e una vegetazione fitta e silenziosa, Los Durmientes prende forma come un’esperienza di totale immersione nel paesaggio.

Fin dalle prime visite al sito, i committenti avevano espresso il desiderio di una semplicità radicale, arrivando a immaginare una struttura essenziale, quasi provvisoria. Chávez Peón ha raccolto questa istanza spingendola oltre la dimensione formale: “L’idea era che la casa non fosse la destinazione finale, ma uno strumento per vivere il luogo”, racconta l’architetto.

Da qui nasce un progetto che dissolve i confini tra interno ed esterno, invitando a osservare il passaggio delle stagioni, il movimento delle nuvole, il ritmo della pioggia. L’impianto architettonico si ispira ai principi dell’architettura classica – simmetria, assi visivi, punti focali – reinterpretati attraverso un linguaggio sobrio e contemporaneo.

Gli ambienti si articolano secondo una sequenza misurata, in cui ogni spazio è orientato verso una vista precisa: aperture sul paesaggio si alternano a inquadrature più intime, che incorniciano la natura come un quadro in continuo mutamento.

Il soggiorno, fulcro della casa, si apre frontalmente verso la valle. I materiali locali instaurano un dialogo diretto con il territorio. Qui la pietra a vista definisce le murature portanti; il legno di pino scuro e quello recuperato da vecchie traversine ferroviarie rivestono soffitti, pareti e arredi, portando con sé tracce evidenti del tempo.

Nei bagni, il marmo Santo Tomás si alterna alla roccia vulcanica messicana e alle superfici lignee, mentre i pavimenti restituiscono una sensazione tattile e profondamente materica.

Gran parte degli arredi è stata disegnata su misura. Tra gli elementi più iconici, un tavolo monolitico in pietra naturale, dal peso di undici tonnellate, separa la zona pranzo dal living. “Vederlo fuori dal suo contesto naturale permette di coglierne la bellezza assoluta”, osserva Chávez Peón.

La casa è pensata come un rifugio accogliente, in grado di adattarsi sia alla dimensione intima della vita familiare sia ai momenti di convivialità. Quindi, gli spazi per i pasti si moltiplicano, all’interno e all’esterno, mentre ampie vetrate a tutta altezza scorrono completamente, unificando terrazze, cucina esterna e ambienti interni in un unico ambiente continuo.

Un altro elemento centrale del progetto è la piscina, visibile da tutte le aree della casa: una semplice vasca rettangolare che riflette il cielo e il movimento delle nuvole, assumendo una presenza quasi scultorea. “Perchè quando sei immerso nell’acqua, ti senti parte della terra”, conclude Chávez Peón.