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A casa di Andrea Merendi

In campagna, tra il mare e le colline, Andrea Merendi crea a mano fiori di carta. Piccole e delicate opere d’arte che realizza per i maggiori brand di moda e i più blasonati marchi di design

Definire in una sola parola Andrea Merendi è impossibile. Stylist, art buyer, art director, florist… È tutto questo ma nessun titolo gli calza a pennello. «Non ho una professione sul biglietto da visita» scherza mentre racconta del suo universo fatto di tinte delicate e manualità fuori dal comune. Quasi per caso, negli anni si è imposto a livello internazionale con i suoi fiori di carta, originali creazioni realizzate artigianalmente che danno nuova verve e immagine a una tradizione che risultava stantia e, ormai, senza alcun appeal. Oggi viene ingaggiato per allestimenti dai maggiori brand di moda e dai più blasonati marchi di design, viene chiamato dalle celebrity per le occasioni più importanti e riceve ordini per bouquet da tutta Europa.

«Tutto è iniziato per risolvere un problema – racconta Andrea – quando lavoravo come stylist e vetrinista. In un’occasione particolare mi è stato chiesto di curare la scenografia per il lancio del profumo So Nude di Costume National a La Rinascente di Milano. Ho pensato a qualcosa di floreale per richiamare l’essenza, ma ho escluso i fiori freschi perché sarebbero durati troppo poco e non sarebbero stati di facile gestione. Non ho neppure valutato di utilizzare i fiori finti perché non li amo. Avevo visto una sfilata di Chanel con grandi vegetali cartacei, ma cercando su YouTube dei filmati non riuscìi a trovare nulla.

Così comprai un rotolo di carta crespa iniziando istintivamente a dare forma a qualcosa, tagliando, tirando, piegando e allungando la materia. Volevo riuscire a realizzare il fiore che avevo in testa, qualcosa di originale, ho imparato da solo, non ho seguito nessun tutorial. Da allora – correva l’anno 2013 – non mi sono più fermato, i fiori di carta sono diventati un lavoro a tempo pieno. Non riesco ancora a credere del tutto al successo che ho raggiunto, mi sembra una storia incredibile».

I fiori di Merendi sono contemporanei, ogni esemplare è un pezzo unico. Non sono copie iperrealistiche di corolle e boccioli, l’ispirazione viene dalla natura ma va oltre. «Ci vuole manualità, bisogna conoscere alla perfezione i fiori veri. Le mie realizzazioni non copiano le essenze, sono delle reinterpretazioni che ne semplificano le forme e spesso scommettono su colori fantasiosi ma eleganti, come una scala di grigi o di viola. Non reinvento in maniera drastica, quando una persona vede un mazzo misto deve poter dire “ecco un crisantemo, ecco una dalia”. Il mio lavoro è un’evoluzione del flower design. Sono andato oltre, ma non voglio portare via il fiore fresco dalle case. Le mie sono creazioni pensate per allestimenti e, di volta in volta, creo composizioni personalizzate».

Un lavoro poetico spesso nasce in un contesto altrettanto magico, e Andrea Merendi non fa eccezione. Il suo quartier generale è la vecchia casa di famiglia in Romagna, a Prada, una frazione di Faenza tra le colline e il mare. I muri delabrè che raccontano di un passato contadino, di una vita semplice, sono il fondale perfetto per i bouquet. «Qui sono nato e qui ho vissuto fino ai miei vent’anni. La casa è molto grande, ci sono stanze piene di ricordi e oggetti che uso per i miei allestimenti, per decenni ho passato in rassegna mercatini e negozi dell’usato comprando tutto quello che aveva fascino… Un paio di sale sono oggi il mio laboratorio e il magazzino per la carta crespa». Fuori dal podere il verde dei campi, in parte messi a raccolto con bacche, salvia pelosa, biancospino, euforbia, peonie, con cui Andrea sperimentava da bambino e che trovava facilmente nei boschi dove crescevano spontanee.

Merendi non si ferma, le sue mani veloci danno forma a centinaia di fiori alla volta, la cascina è una bottega in continuo fermento. «Il primo lavoro davvero importante fu per Hermés, nello showroom di Roma, dove mi sono esibito live facendo dei fiori per gli ospiti di un ricevimento. L’anno successivo mi richiamarono per omaggiare di un mazzolino le clienti il giorno della festa della mamma. Ho fatto un evento simile per Pomellato a Milano, ho curato gli allestimenti di monomarca e vetrine per brand internazionali, da Missoni ad Aspesi, fino a Wall&Deco. Vado orgoglioso dei fiori che ho fatto per la casa di Laura Pausini o per il compleanno di Ornella Vanoni, amo collaborare con il Teatro Franco Parenti che mi contatta periodicamente.

Pochi mesi fa ho creato dei fiori per la sfilata di Daks London. Mi hanno inviato delle fotocopie dei loro tessuti che ho mixato alle stoffe vere, il risultato è stato davvero interessante. In questo periodo spedisco molti fiori anche in Scandinavia dove hanno un gusto della decorazione floreale più sviluppato del nostro. Là il clima non consente di sfruttare molto balconi e giardini, pertanto si concentrano sugli interni e i miei fiori di carta sembrano essere in linea con il design scandinavo e il suo stile pacato».