CASE
Strati di memoria

Nel centro di Guastalla, il restauro di un palazzo seicentesco punta su contrasti misurati e sul rispetto della storia. Trasformando i segni del tempo in materia viva del racconto

Nel palazzo dove vive Andrea Coltri – titolare dell’atelier di progettazione L’Orangerie Interiors – si respira il clima rilassato e sospeso di Guastalla, un grande paese di confine fra la provincia di Reggio Emilia e quella di Mantova, bagnato dalle acque del fiume Po.

Il padrone di casa prima di trasferirsi qui aveva abitato per un lungo periodo in una villa di campagna ma – come spesso accade – la vita porta con sè grandi cambiamenti che bisogna saper accogliere. “Dopo la separazione, la mia ex compagna e io abbiamo deciso di cercare due spazi abitativi comunicanti, dove condividere la crescita dei nostri figli. La scelta del luogo è ricaduta su Guastalla – il paese dove sono cresciuto – e quando ci hanno proposto questo palazzo del 1600 abbiamo capito che era la soluzione perfetta per noi, nonostante la struttura interna fosse in pessime condizioni a causa dei lunghi anni di abbandono”.

Quindi una scelta abitativa e al contempo una grande sfida a livello professionale. Andrea ha deciso di abitare la parte retrostante del palazzo, articolata su due livelli che affacciano sul giardino interno: “Ero affascinato dall’architettura di questa parte di casa, certamente meno nobile dell’altra ma insolita nel susseguirsi degli ambienti, senza soluzione di continuità e senza tagli architettonici precisi”.

Durante il restauro la scelta è stata quella di rispettare completamente la struttura originaria, di per sè già ricca di fascino. Gli spazi si susseguono senza un allineamento preciso, creando piani che si sovrappongono con naturalezza. Al secondo livello lo sguardo attraversa tutta la casa, da un’estremità all’altra e senza soluzione di continuità.

Per i pavimenti si sono utilizzate vecchie assi da cantiere in abbinamento alla resina bianca, in un gioco di contrasti a partire dal quale si sviluppa tutto il senso del progetto. Dove è stato possibile si è cercato di preservare le decorazioni murali originarie, come nella stanza da letto, dove è stata mantenuta una parete sulla quale si sono stratificati vari interventi decorativi.

Per le cromie, Coltri ha preferito orientarsi su toni chiari, staccando nettamente con tagli di nero che delineano i passaggi da un ambiente all’altro. Contrasti in scena anche nella scelta degli arredi, che vedono dialogare fra loro pezzi dal sapore barocco, altri di modernariato, elementi dal carattere minimal e lampadari in ottone della metà del Novecento.

Un altro elemento di forza del progetto è la sinergia tra casa e giardino, dove il “romanticismo floreale” è contrastato da grandi vasche lineari in corten realizzate ad hoc.

Questo articolo è estratto da The Book 30. Sfoglia il magazine