A New York, Copenhagen Works reinterpreta gli interni neogotici della storica Woolworth Tower attraverso un linguaggio essenziale e materico. Preservano il carattere monumentale dell’edificio e traducendolo in un’abitazione contemporanea, sofisticata e senza tempo
Nel quartiere di Tribeca, a New York, Copenhagen Works firma gli interni di Woolworth Tower Residence, un appartamento di 300 metri quadrati all’interno dello storico grattacielo neogotico completato nel 1913. Primo progetto internazionale dello studio danese, l’intervento affronta una sfida progettuale insolita: trasformare uno degli edifici simbolo dello skyline newyorkese in uno spazio domestico senza alterarne l’identità architettonica.
Invece di attenuare il carattere monumentale dell’edificio, il progetto sceglie di valorizzarlo, instaurando un dialogo equilibrato tra gli elementi storici e un linguaggio contemporaneo. Le finestre ad arco, gli elaborati decori in gesso e le porte originali in legno massello continuano a definire l’atmosfera degli ambienti, mentre il nuovo intervento si inserisce con discrezione, lasciando emergere la forza espressiva dell’architettura esistente.
L’approccio di Copenhagen Works si concentra soprattutto sull’aggiunta di nuovi elementi, evitando trasformazioni invasive. I pavimenti originali e i bagni rivestiti in marmo vengono preservati, mentre le pareti, liberate dalle finiture più datate, ricevono un nuovo intonaco e una palette cromatica chiara, studiata per esaltare il calore del legno anziché creare contrasti.
Alla base del progetto c’è il metodo Tasteprint, sviluppato dallo studio per individuare le preferenze dei committenti prima dell’avvio del processo. L’analisi ha evidenziato una predilezione per materiali naturali, autenticità costruttiva e spazi capaci di integrare più funzioni senza rinunciare alla semplicità. Per questo l’appartamento trasmette la sensazione di un luogo cresciuto nel tempo, dove ogni elemento sembra trovare naturalmente la propria collocazione.
L’organizzazione degli ambienti rinuncia a nuove partizioni murarie e affida agli arredi il compito di definire lo spazio. Il grande living ruota attorno a un divisorio realizzato su misura che integra il televisore e separa la zona pranzo dall’area conversazione. Da un lato il volume rimane aperto verso la sala da pranzo, dall’altro crea un ambiente più raccolto attorno al divano componibile disegnato da Antonio Citterio per Maxalto, offrendo due differenti modalità di vivere lo stesso spazio senza interromperne la continuità visiva.
Anche l’ingresso rivela la stessa attenzione per prospettive e proporzioni. Una sedia progettata da Charles Rennie Mackintosh, collocata al termine del corridoio, interrompe l’asse visivo che parte dalla porta d’ingresso e diventa un punto focale capace di trasformare un semplice elemento d’arredo in uno strumento di composizione dello spazio.
Woolworth Tower Residence riflette quindi una ricerca misurata, dove la qualità dei materiali, la sobrietà delle finiture e il rispetto dell’architettura originaria costruiscono un dialogo continuo tra passato e presente.