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Look postmoderno

Do Architects cura a Vilnius il recupero di un insediamento industriale dismesso. Trasformandolo in un luogo dove passato e presente danno vita a una contaminazione di stili

È un’operazione a metà strada fra la riqualificazione e il recupero conservativo quella che vede la Betono Fabrikas di Vilnius, in Lituania, trasformarsi da insediamento industriale dedicato alla produzione di prefabbricati in calcestruzzo in moderno e funzionale spazio uffici, mantenendo tuttavia intatta la sua originale impronta, sottolineata dal progetto curato da Do Architects.

Risalente all’epoca sovietica, quando la fabbrica era uno dei motori dell’edilizia abitativa della regione, l’impianto versava ormai da diversi anni in stato di completo abbandono ma le sue strutture, incluse quelle accessorie come la vicina linea ferroviaria, erano rimaste pressoché intatte. Da qui è partito un esteso programma di recupero dei tanti impianti industriali lituani finalizzato alla riscoperta di un territorio ricco di attrattive, che nel caso di Betono Fabrikas ha dovuto affrontare l’ulteriore difficoltà di integrarsi con una precedente ristrutturazione parziale che ne aveva mutato alcuni tratti.

Il progetto di riqualificazione sviluppato da Do Architects ha perciò puntato su un rigoroso recupero filologico di tutte le preesistenze rimaste intatte, improntato a una completa rifunzionalizzazione degli spazi in un’ottica di sostenibilità. Il filo conduttore concettuale dell’intervento è consistito in una rilettura e conservazione di tutte le stratificazioni storiche del sito che ha mantenuto non solamente le strutture degli edifici ma anche tutti gli impianti industriali, alla ricerca di una connessione tra passato e presente.

Dal punto di vista architettonico l’edificio principale è stato riportato al suo piano di fabbrica originale. L’intervento ha conservato intatto l’involucro nel suo sviluppo e scansione, mentre ha redistribuito gli interni in ambienti più piccoli, separati da leggeri setti murari ma collegati da un percorso interno che attraversa l’intero sviluppo dell’edificio. Quest’ultimo è stato inoltre completamente aperto in modo da sfruttarne la doppia altezza per favorire l’ingresso della luce naturale dalle grandi finestrature originali.

Nelle forti suggestioni post industriali del sito un ruolo importante è giocato dal mantenimento delle strutture accessorie esterne. Dagli uffici la vista spazia sui vecchi binari, dove verrà realizzato un parco ferroviario storico, le torri dei silos e i condotti di ventilazione che un tempo fornivano il necessario ricambio d’aria all’edificio. Oltre ai tipici spazi ufficio gli interni includono anche una serie di moduli abitativi che comprendono cucine, spazi relax e sale hobby, sviluppati in alcune sezioni fino a un’altezza di nove metri per valorizzarne l’architettura storica.

A controbilanciarne il tipico rigore industrial sono elementi d’arredo realizzati in legno, morbidi imbottiti, tappeti e angoli intimi come il camino della sala lounge più importante. In alcuni dettagli architettonici ricorrono ancora una volta scelte materiche di impronta industrial come l’acciaio brunito, a segnare ulteriormente la contaminazione di stili e epoche che caratterizza la location.