Nel Parco Nazionale del Cilento, un convento francescano del XIV secolo rinasce come boutique hotel. Pietra, legno e luce naturale si intrecciano in un progetto che fonde spiritualità e design, silenzio e ospitalità consapevole
Tra le colline del Parco Nazionale del Cilento, dove il tempo segue ancora il ritmo lento della natura, un convento francescano del XIV secolo è tornato a vivere. Pietra, legno e calce raccontano una nuova forma di ospitalità: silenziosa, essenziale, intima. È il Convento Francescano Experience Hotel, un progetto che unisce architettura, memoria e paesaggio in un equilibrio quasi mistico.
Situato a Cuccaro Vetere, piccolo borgo di cinquecento abitanti affacciato sul mare di Policastro, il complesso emerge tra uliveti secolari e muri in pietra viva. L’intervento, sotto la regia Alberto Carrato e Maria Chiara Faganel, è un restauro rispettoso e poetico, capace di trasformare un luogo di meditazione in un laboratorio di rinascita territoriale.
Un tempo dimora dei Frati Minori, il convento è stato restaurato secondo un’idea di lusso rurale: un’eleganza sobria e autentica che rispetta l’essenza francescana e la natura circostante. I materiali sono locali o originali — pietra, legno, calce a mano, terracotta, frammenti di affreschi trecenteschi — assemblati con la stessa cura dei monaci che qui vissero secoli fa.
L’antica struttura si estende intorno al chiostro, cuore del complesso. Le sette suite, tutte diverse, conservano affreschi, volte e pareti in pietra. Ciascuna è dotata di una vasca freestanding, omaggio al rituale di lavaggio offerto un tempo ai pellegrini.
Gli arredi fondono design contemporaneo e artigianato cilentano: elementi firmati B&B Italia, Poltrona Frau e Artemide si combinano con pezzi su misura in legni grezzi e dettagli realizzati da artigiani locali. L’illuminazione intreccia panari — i cesti di raccolta tradizionali — e lampade d’epoca, in un raffinato gioco di materia e memoria.
Nei mesi estivi, il ristorante apre sotto i portici del chiostro; d’inverno si trasferisce nella Cappella del Legno Santo, affrescata tra XIV e XVIII secolo, ora restaurata con delicatezza e destinata anche a eventi culturali e residenze d’artista.
All’esterno, una piscina in pietra si affaccia sul Monte Bulgheria e sul Golfo di Policastro. Poco distante, una piccola spa con sauna finlandese e vasca idromassaggio offre benessere e connessione tra corpo e paesaggio. Il giardino terrazzato mediterraneo, scavato nel fianco della collina, accoglie gli ospiti per aperitivi al tramonto, mentre il lounge-bar con biliardo e cigar room si apre sul chiostro, invitando a serate lente e contemplative.
Per Alberto Carrato, milanese con radici cilentane, e Maria Chiara Faganel, triestina ed esperta di sostenibilità, il progetto rappresenta un viaggio personale e un atto di restituzione: riportare vita e senso in un luogo dove il tempo si era fermato. «Il nostro obiettivo — spiegano — era creare un luogo dove l’architettura fosse al servizio del paesaggio e del silenzio. Un’esperienza autentica, radicata nella terra e nelle persone».
Così, il Convento Francescano Experience Hotel trascende la definizione di semplice struttura ricettiva: diventa spazio di contemplazione contemporanea, dove la spiritualità incontra il design, e dove l’idea di lusso coincide con la consapevolezza. L’architettura adotta un linguaggio di empatia e il restauro non impone, ma accompagna: la materia parla, le imperfezioni diventano bellezza e la semplicità è una nuova forma di eleganza.