Octavio Mestre Arquitectos contamina materiali e linguaggi nel progetto di recupero delle storiche cantine Caves Ecoiffier. Creando uno spazio coworking per giovani aziende locali e start-up
Ad Alénya, sull’estremo confine tra i Pirenei francesi e la Catalogna, Les Caves Ecoiffier – un nucleo di cantine storiche risalenti al XIX secolo – diventa teatro di una affascinante trasformazione architettonica e funzionale. È qui che OMA Octavio Mestre Arquitectos riconverte le imponenti strutture lignee che le attraversano da un prospetto all’altro in un moderno spazio di coworking, dando vita a un suggestivo esempio di riuso adattivo che fonde il fascino del passato con la versatilità richiesta dalle esigenze di start-up e giovani imprese locali.
L’intervento ha comportato significative modifiche per adeguare gli spazi della ex cantina alla loro nuova destinazione. A partire dall’involucro, dove sul prospetto posteriore sono state create aperture incorniciate da telai in corten con funzione estetica e di illuminazione, mentre in copertura la creazione di un doppio ordine di lucernari consente un controllo ottimale dell’irraggiamento solare, portando la luce naturale in quelli che una volta erano interni quasi interamente in penombra.
Uno dei connotati architettonici distintivi degli esterni è la scala di emergenza situata sulla facciata posteriore. Progettata per soddisfare i requisiti normativi, la sua struttura leggera racchiusa in un involucro semitrasparente genera un elemento scultoreo di forte identità, che armonizzandosi con le nuove finestre funge da punto focale visivo dell’intero prospetto di facciata.
Flessibilità e una equilibrata contaminazione tra materiali vecchi e nuovi sono i due principali driver della visione creativa alla base del progetto. OMA ha qui creato una serie di postazioni di lavoro modulari, molte delle quali allestibili in diverse configurazioni, lasciando a un sistema di pareti mobili il compito di plasmare lo spazio collegando o separando i diversi nuclei operativi a seconda delle esigenze degli utenti. In fondo all’ambiente principale, poi, un piccolo anfiteatro funge da spazio dedicato a presentazioni ed eventi.
L’interior giustappone materiali originali e moderni in modo da preservare le radici storiche della struttura. Così, la pavimentazione in cemento a vista gioca in contrasto con il calore delle nuove partizioni mobili in legno, mentre le pareti in pietra e le travi della copertura rimangono a vista a testimoniare con la loro maestosa presenza il passato dell’edificio.
Questo attento equilibrio tra innovazione e conservazione consente alla struttura storica di mantenere la sua identità più autentica, soddisfacendo al contempo le nuove esigenze funzionali. Combinando modernità, sostenibilità e rispetto per il patrimonio culturale locale, il progetto manifesta tutto il potenziale di un approccio adattivo al recupero nella creazione di spazi capaci di rendere omaggio al passato, riguadagnandoli al futuro.