STUDI DI ARCHITETTURA
Lo studio di Donald Judd

La fondazione dell’artista insieme a Troy Schaum e Rosalyne Shieh completano il restauro filologico dell’Architecture Office a Marfa. Una struttura in mattoni a due piani costruita originariamente nel 1907

“Uno dei principi cardine di Donald Judd in materia di architettura era quello di non fare nulla per alcuni giorni e riflettere prima di agire. Il nostro team ha davvero adottato questa filosofia, scegliendo di intervenire soltanto dopo aver esaurito questo spazio di riflessione”, racconta Rosalyne Shieh, curatrice insieme a Troy Schaum e, in collaborazione con la Judd Foundation, della riapertura dell’Architecture Office di Donald Judd.

Tra i maggiori esponenti della Minimal Art, ma anche designer e progettista, Donald Judd (1928-1994) si trasferì a Marfa, piccola cittadina nel deserto texano, per fuggire dal caos dopo anni passati a New York. È qui che dal 1973 ha portato avanti la sua ricerca creativa, collaborando con altri artisti – il più celebre è Dan Flavin – e promuovendo la realizzazione di installazioni proprio in quel villaggio sperduto. Una su tutte: la boutique Prada Marfa firmata dal duo nordeuropeo Elmgreen e Dragset.

Dopo il restauro del suo studio nella Grande Mela, concluso nel 2013, la Judd Foundation ha scelto di recuperare l’edificio dell’ufficio nel Texas. Chiamato anche Glascock Building, l’Architecture Office è una struttura in mattoni a due piani di circa 465 metri quadrati costruita nel 1907, originariamente adibita a pensione e negozio di alimentari. Judd acquistò l’edificio nel 1990 per convertirlo in studio di architettura, con una parte dedicata alla progettazione e uno spazio per incontrare committenti e colleghi.

Da appassionato conservatore, la sua prima mossa fu quella di riportare la struttura alle condizioni originali, restaurando gli elementi che erano andati perduti o danneggiati. Judd stesso aveva dichiarato: “Abbiamo sabbiato la facciata e riparato le finestre. Lo spazio ora è più simile a com’era trent’anni fa. L’unica differenza è che all’interno ci sono mobili insoliti, ma è tutto”.

I lavori di recupero filologico sono iniziati nel 2018 con il consolidamento della muratura in laterizio, il restauro degli elementi decorativi compromessi e la sostituzione degli infissi con finestre identiche alle originali ma dalle migliori prestazioni termiche. Dal 2020 gli interventi si sono spostati agli interni, dove è stata dedicata particolare attenzione all’adozione di soluzioni di climatizzazione passiva, capaci di contrastare la forte escursione termica della zona ed evitare il deterioramento di bozzetti, disegni, maquette e quadri originali.

Al piano terra tutto è stato sistemato come ai tempi in cui Judd viveva quotidianamente l’ufficio: sulle pareti sono appesi i disegni di progetti completati come la Peter Merian Haus e Eichholteren in Svizzera, sui tavoli sono collocati modellini e prototipi di design per stoviglie e bottiglie. L’arredo è composto da mobili di compensato e metallo. Al secondo piano si trova una zona adibita al relax, con sei dipinti di John Chamberlain e altri mobili firmati da Judd stesso, oltre a pezzi di Alvar Aalto.

Il recupero dell’Architectural Office è il primo passo verso il restauro di tutti gli edifici della Judd Foundation in Texas, con il conseguente rilancio a livello internazionale di Marfa come centro culturale di rilievo.