In Alto Adige, il Felder Alpin Lodge è un agriturismo esclusivo che non tradisce l’architettura tipica del maso altoatesino. Arredato con pezzi rustici ma condito da tocchi marocchini
La topografia dura e spesso inospitale della montagna ha sfidato per secoli la sopravvivenza dell’uomo, che ha risposto edificando insediamenti semplici ma duraturi, formati da architetture rustiche e resistenti, a custodire ambienti spartani, ma caldi e accoglienti. La vera montagna, quella non addomesticata, la si può ora vivere appieno nel maso Felderhof, un casolare originario dell’XI secolo che si trova in Alto Adige, sopra il paese di Villandro, appollaiato a 1.200 metri su un pendio esposto a sud con vista sulle cime delle Dolomiti.
Proprietà rurale tipica del Tirolo, il maso è solitamente composto da un edificio agricolo – con fienile, stalla e rimessa – e uno padronale, a formare un’unità autosufficiente. Il Felderhof riflette perfettamente questo schema architettonico, con l’abitazione al centro e il fienile adiacente su cui ancora campeggia il tradizionale tetto di paglia.
Felderhof è una tenuta austera, in linea con le scelte di vita del suo proprietario, Tom Erlacher, che ha scelto di abitare nel rudere per quasi dieci anni senza elettricità né riscaldamento, prima di affidare al team di Pavol Mikolajcak Architects un progetto di ristrutturazione e ampliamento che ha però lasciato intatta la struttura tipica della fattoria altoatesina, sviluppata nei due edifici fuori terra.
Recentemente Tom ha ingaggiato lo studio di Perathoner Architects per completare l’opera di restauro, modernizzando la cascina e convertendola in un agriturismo esclusivo dove poter trascorrere le vacanze, il Felder Alpin Lodge, gestito, oltre che da Tom, da altri due professionisti con la passione per la montagna: Matthias, guida alpina, e Claudia, general manager.
I magazzini al piano terra sono stati trasformati in un’area benessere con sala relax dotata di vasca e sauna finlandese. Il primo livello ospita l’ingresso principale, la stube – il soggiorno tipico delle zone alpine dell’Alto Adige, un tempo l’unico luogo riscaldato della casa –, la cucina e master bedroom. Nel sottotetto trovano invece spazio altre due camere da letto, un bagno e un’area living con biblioteca. L’anima rustica del podere ad alta quota ha così acquisito nuova identità attraverso la sapiente fusione tra vecchio e nuovo.
I muri spessi in pietra e gli elementi in legno realizzati da una falegnameria locale dialogano con la contemporaneità di calibrati elementi vetro, mentre negli spazi interni coesiste un mix sofisticato di arredi tipici e pezzi orientali. Mobili antichi della tradizione contadina si fondono con manufatti provenienti da Bali, lampade di design illuminano i soffitti a volta, mentre tradizionali divani marocchini arricchiscono l’angolo lounge, tappezzandolo con tessuti eclettici provenienti da Marrakech. Accesi da colori cangianti formano un patchwork – morbido e confortevole – di geometrie frattali.