HOTEL
Laiva Plaza Hotel

In Messico, lo studio RA! firma un nuovo boutique hotel articolando un volume dai toni rossastri in cortili, terrazze e passaggi ombreggiati

Nel centro storico di San José del Cabo, in Messico, lo studio RA! firma un boutique hotel pensato non come oggetto isolato, ma come naturale prosecuzione del tessuto urbano. Il progetto si confronta fin dall’inizio con due caratteri distintivi del luogo: la dimensione pubblica delle strade del centro, e un uso del colore profondamente legato alla cultura locale.

La prima scelta è proprio quella di lasciare spazio alla città. Arretrando rispetto al filo stradale, il Laiva Plaza Hotel libera un atrio pubblico che accompagna i visitatori verso l’ingresso attraverso una sequenza di ombra, luce, aria e materia. Qui la soglia non è una porta da attraversare, ma un passaggio aperto che dilata il confine tra la strada e l’hotel, portando il movimento urbano proprio dentro l’architettura.

Il piano terra ospita funzioni a uso misto, mentre i due livelli superiori accolgono le camere. Più in alto, il roof garden raccoglie gli spazi comuni e si affaccia sul centro storico. La distribuzione accompagna dunque il visitatore dalla dimensione pubblica a quella privata: dalla città – al livello della strada – agli ambienti più intimi dell’hotel, fino alla copertura, dove il rapporto con l’esterno torna protagonista.

A tenere insieme i diversi livelli è un cortile centrale che attraversa verticalmente l’edificio. Il vuoto spinge la luce naturale in profondità, favorisce la ventilazione incrociata e diventa fulcro della circolazione interna. Le scale si affacciano sul cortile attraverso aperture circolari, trasformando gli spostamenti in occasioni di incontro visivo tra piani diversi.

Il volume complessivo dell’edificio asseconda la scala del quartiere. Salendo verso i livelli superiori, la costruzione arretra gradualmente, riducendo l’altezza percepita dalla strada. Questo movimento crea terrazze e cortili a diverse quote, e rende il volume meno imponente. È un’architettura fatta di pieni e vuoti, dove ogni rientranza produce un nuovo spazio aperto.

A definire questa composizione è infatti un sistema di pareti intrecciate, che si sovrappongono, si interrompono e cambiano profondità. Oltre a disegnare terrazze e patii, questi elementi regolano la luce, l’aria e il grado di privacy degli ambienti. Il loro ritmo regolare richiama i papel picado, le decorazioni di carta ritagliata che colorano le strade di San José del Cabo durante le celebrazioni. RA! non ne riprende semplicemente il disegno, ma ne traduce la leggerezza nella struttura stessa della facciata.

Infine, il riferimento alla cultura locale passa anche attraverso il colore e la materia. Lo stucco, lavorato artigianalmente e declinato in tonalità calde, restituisce superfici irregolari e tattili, accentuando il gioco di luce sulle pareti e rafforzando il legame con la tradizione costruttiva del luogo.