A Guadalajara, Veneno evoca il paesaggio del deserto e le antiche architetture di Paquimé attraverso superfici terrose, forme erose e un soffitto scultoreo
A Guadalajara, Veneno nasce dall’incontro tra la cucina e la mixology del nord del Messico, i colori del deserto e l’immaginario delle haciendas. Il progetto di Pragma Estudio e Monteón Arquitectos Asociados porta questi riferimenti all’interno di duecentoventi metri quadrati attraverso una palette compatta e una matericità che sembra appartenere al luogo.
Il colore dominante è quello della terra, a partire dall’intonaco, ottenuto dopo una serie di prove sulle proporzioni degli aggregati per ottenere il giusto equilibrio tra tonalità, consistenza, durezza e resistenza. La stessa gamma cromatica prosegue sulle superfici lignee e sul pavimento, che introduce un disegno che dialoga con la texture delle pareti.
Il controsoffitto decorativo è realizzato con milleduecento moduli in polistirene intagliati, termoformati e verniciati con lavorazione CNC
A definire lo spazio sono bassi setti di diverse altezze, che separano i tavoli senza interrompere la continuità dell’ambiente. Le loro superfici modellate e gli spigoli morbidi suggeriscono elementi scavati o erosi, come se fossero emersi direttamente dal terreno. L’effetto è quello di un interno geologico, nel quale architettura e arredo sembrano appartenere alla stessa materia.
Al centro dello spazio si trova la cucina, lasciata completamente a vista. Il fuoco è il suo elemento caratterizzante e richiama le tecniche tradizionali di cottura a legna, nei forni in pietra o nelle fosse. È anche il punto in cui la preparazione del cibo diventa parte dell’esperienza, riportando il ristorante a una dimensione conviviale e primitiva.
A chiudere il progetto è il controsoffitto progettato e prodotto da Lara Hermanos: una griglia tridimensionale composta da milleduecento elementi, ottenuti a partire da nove moduli differenti di polistirene intagliati, termoformati e verniciati con lavorazione CNC. Assemblati secondo una disposizione variabile, i pezzi creano un rilievo ispirato alle rovine di Paquimé e alle forme meccaniche, mentre nascondono al loro interno gli impianti necessari.