RETAIL
Lmood Flagship Store

Con il Lmood Flagship Store, Oftn Studio traduce un tema progettuale forte in un impianto unitario. Creando uno spazio costruito per continuità, che annulla la distinzione fra struttura ed elementi espositivi

Progettato da Oftn Studio a Seongsu, Corea, Lmood Flagship Store lavora su un principio unitario che guida ogni scelta: una sequenza di elementi essenziali che costruisce uno spazio dove pareti, ripiani, supporti espositivi e scale appartengono allo stesso registro e operano con la stessa intensità.

Lmood è un brand che costruisce la propria identità su minimalismo e praticità. Il motto “form and function are one” definisce il campo operativo: una ricerca di equilibrio tra chiarezza estetica e funzione, tradotta in uno spazio di circa 195 metri quadrati distribuiti su due livelli, concepito come espressione della filosofia del marchio.

Tre parole guidano il progetto – minimal, refine, mood – e ne orientano le scelte. La riduzione è una strategia: evitare l’ornamento e l’eccesso visivo per costruire una condizione di “lusso silenzioso”, dove la precisione sostituisce il segno estetico dichiarato.

Il mood diventa centrale, non come atmosfera generica, ma come risultato di proporzione, equilibrio e peso dei materiali. È su questa dimensione, insieme concreta e percettiva, che il progetto costruisce la propria coerenza, traducendo un principio astratto in forma spaziale.

Questa impostazione prende corpo nel dispositivo Moodmass, che concentra identità visiva e struttura. Non un elemento aggiunto, ma un sistema che organizza lo spazio e ne stabilisce la lettura. La composizione si ancora a tre gesti principali: la scala, una massa nera e una parete in acrilico. Insieme, definiscono un equilibrio tra solidità e trasparenza, tra peso e leggerezza, traducendo in termini spaziali i valori del brand.

Attorno a questo nucleo si costruisce la sequenza degli ambienti. Il percorso è progressivo: dall’apertura iniziale si passa a condizioni più raccolte, attraverso variazioni controllate di luce e densità. All’interno, i diversi oggetti operano come parti di un unico sistema. Il bancone sospeso e il diffusore centrale assumono un ruolo di ancoraggio spaziale, mantenendo una condizione di leggerezza.

Questi elementi introducono una tensione misurata, una discontinuità all’interno di un ambiente fortemente controllato, che evita sia la neutralità assoluta sia l’enfasi. L’illuminazione accompagna il percorso, modulando il passaggio da condizioni più aperte a situazioni più intime.

La materia è trattata come strumento di misura dello spazio. Il calcestruzzo levigato all’ingresso si trasforma progressivamente in elementi di scala più ridotta verso l’interno, introducendo una variazione percettiva che accompagna il movimento.

Lo stesso principio si applica ai pannelli metallici: superfici ampie in prossimità dell’ingresso si articolano in componenti più discrete avvicinandosi alle aree espositive. A questi si affiancano acrilico e metallo lavorati con precisione, utilizzati per le loro qualità superficiali e riflettenti.

L’involucro esterno è ridotto a una superficie chiara e continua in vetro bianco traslucido. La facciata espone il progetto: le strutture interne, in particolare il nucleo centrale, diventano visibili dalla strada come oggetti in una teca. Ne deriva un’immagine in cui trasparenza e solidità convivono senza enfatizzazione, restituendo all’esterno la stessa coerenza che governa l’interno.