GUEST HOUSE
Locanda La Concia

Una storia di progettualità e imprenditoria legata al luogo. Eligostudio firma gli interni di una locanda contemporanea, fedele alla tradizione ma dall’animo cosmopolita

Nel centro di Reggio Emilia, Locanda La Concia recupera un concetto di ospitalità tanto antico quanto “caldo”. Si tratta infatti di una locanda come una volta, un luogo di ristoro per chi si trova a passare dalla città, con ristorante di cucina tipica e qualche stanza per il pernottamento. Ovviamente non si tratta di un luogo spartano, ma di un rifugio chic progettato da Eligostudio con delicatezza, accostando ai dettagli storici suggestioni marocchine e design contemporaneo.

Prima dell’apertura l’edificio versava in cattive condizioni, con tetto incrinato e pavimenti fortemente danneggiati. Il proprietario desiderava trasformare gli spazi in una struttura ricettiva non-convenzionale, simile al Graanmarkt 13 di Anversa che offre un ristorante, un negozio di moda e un appartamento di lusso al piano attico, il tutto progettato da Vincent Van Duysen.

«Così è nata l’idea di avere un’offerta variegata, un pensiero che si è concretizzato nell’apertura di una locanda – raccontano da Eligostudio – un luogo di ospitalità e di ristorazione, storicamente utilizzato dai viaggiatori come punto di sosta per la notte. Inizialmente lo spazio era stato battezzato come boutique hotel, ma il termine locanda era decisamente più adatto».

Il punto forte di Locanda la Concia è la fusione intima di elementi contemporanei e tradizionali, conservando la tradizione architettonica dell’edificio con travi in legno e coppi in argilla. Il restauro ha mirato a preservare il carattere originale, adattando la stretta struttura alle camere d’albergo. Il design degli interni ha introdotto un tocco contemporaneo, evocando un equilibrio tra tradizione e modernità.

La struttura viene spesso descritta in rete come un“riad italiano” perché, come le case di Marrakech, dietro un uscio semplice e quasi anonimo cela un mondo di raffinatezza e spazi segreti.

Il bistrot, aperto tutte le sere fino a mezzanotte, rilegge l’osteria di paese in chiave più raffinata. Rimangono i muri in pietra, i pavimenti in cotto, i tavoli i legno e le sedie con sedile in paglia, ma l’insieme risulta morbido e armonico. Il menu comprende piatti a Km zero, vini naturali, pane a lenta lievitazione, ma la locanda è perfetta anche per un aperitivo veloce con un tagliere e un bicchiere di rosso.

Le stanze, sette in tutto, vanno dalla singola alla suite deluxe. Situate ai diversi piani dell’edificio, hanno layout unici e soluzioni d’arredo sartoriali, ma condividono un mood fresco e moderno che riesce ad armonizzare il passato con le comodità imprescindibili in un hotel, come il bagno ensuite, una scrivania per lavorare e un televisore. Gli arredi sono pezzi antichi, mobili su disegno e prodotti industriali, in un mix che risulta armonico ed equilibrato.

Questo articolo è estratto da Guest 35. Sfoglia il numero.