Nel Matsu Izakaya & Roku bar, a Kaliningrad, l’uso di materiali naturali ricrea un’ambientazione primitiva. Dove mangiare – metaforicamente – sulla pietra
L’Asia arriva in Russia. E, più precisamente, nella città di Kaliningrad, nota per aver dato i natali a Immanuel Kant – quando il suo nome era Königsberg – e per essere conosciuta a livello internazionale come “la terra dell’ambra”. È che qui che il team di Da Bureau, su commissione di Dmitry Akulov e Pavel Borisenko, ha progettato qualcosa di completamente nuovo: il Matsu Izakaya & Roku bar, locale di tradizione giapponese che occupa due dei tre piani di un moderno edificio nel pieno centro città, con vista panoramica sul lago Nizhny.
Matzu, “pino” in giapponese e simbolo di Kaliningrad – senza pini non ci sarebbe ambra –, è il nome del ristorante al pianterreno, mentre Roku – traduzione del numero sei – quello del bar al primo livello, dove ogni sei settimane sei barman preparano sei cocktail differenti in base alla stagione. Appena entrati, gli occhi hanno bisogno di un momento per acclimatarsi all’ambientazione soffusa e fuligginosa. In una parola, dark. I tavoli sembrano scolpiti nella pietra grezza, meteoriti approdati da un pianeta alieno o eruttati da un cratere vulcanico.
Terra, muschio, piante e ciuffi d’erba delimitano micro giardini che circondano le architetture granitiche, mentre dal pavimento emergono steli di luce che gettano caldi bagliori sul panorama quasi ancestrale, riflessi dagli elementi in acciaio inox. Una scala collega il primo livello al piano terra, snodandosi attraverso una composizione di curve fluide e richiami naturali come una sorta di cascata. “Volevamo concentrarci su una combinazione concisa e delicata di legno, metallo, cemento, lino, muschio e pietra. Questi materiali apparentemente incompatibili creano un’atmosfera rilassante”, spiegano i progettisti.
L’Izakaya offre quindi un ritorno a una terra primordiale. Continuano dallo studio: “Esplorando il rapporto tra uomo, natura e architettura, abbiamo creato uno spazio appartenente a un passato indefinito utilizzando solo materiali locali, per riproporre il modo in cui, un tempo, venivano costruiti i tradizionali villaggi asiatici. E sostituendo gli elementi non disponibili nei paesi baltici con qualcosa di completamente nuovo e moderno”.
Si può infatti scorgere un’allusione al bambù, che non cresce abitualmente a Kaliningrad, sotto forma dei tubi di vetro che avviluppano gli interni come una membrana. Il luogo invita dunque gli ospiti a sfruttare la ciclicità della luce diurna, prima pranzando al Matsu Izakaya e poi, salendo le scale, terminando la giornata al bar Roku, davanti ai colori del tramonto.