Treni, yacht e ora anche un hotel. Il primo Orient Express al mondo apre nella Città Eterna.
E porta la firma di Hugo Toro
A Roma ha inizio un nuovo capitolo dell’ospitalità di lusso. A pochi passi dal Pantheon, Orient Express La Minerva segna la rinascita di un palazzo seicentesco che ha accolto artisti come Stendhal e Herman Melville. Restaurato dall’architetto Hugo Toro, l’hotel fonde l’eredità romana con una nuova impronta estetica, accostando i materiali pregiati dell’architettura classica a linee contemporanee e tonalità morbide.
Per questo progetto Toro interpreta il soggiorno in hotel come un viaggio immobile, costruito attraverso riferimenti letterari, un gusto cinematografico e dettagli sognanti, come il cielo di Roma dipinto a mano sopra ogni letto. La nuova struttura dispone di novantatré camere che rievocano l’età d’oro del viaggio e le carrozze Orient Express, con bauli su misura, legni pregiati e i tessuti firmati Rivolta Carmignani storicamente usati nei wagon-lits.
Al centro della lobby, sotto il lucernario restaurato, la statua della dea Minerva scolpita a metà Ottocento dal Rinaldi – allievo di Canova – veglia sugli ospiti, abbracciata da colonne di marmo. Marca l’inizio di un percorso che si snoda tra saloni dalle atmosfere cangianti, da La Minerva Bar, che offre un angolo di tranquillità nel cuore della vita romana, a Gigi Rigolatto sulla terrazza del settimo piano, che regala panorami sulle meraviglie di Roma, e il ristorante Mimi Kakushi – con inaugurazione a fine 2025 –, pensato per trasportare gli ospiti nella Osaka degli Anni 20.
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