HOTEL
Monsieur Aristide

A Parigi, Monsieur Aristide offre un’accoglienza fatta di buona musica, ambienti vagamente coloniali, arredi vintage. Con un giardino segreto dove oziare è piacevole e dolce

Nel cuore di Montmartre, il quartiere parigino dei pittori, l’hotellerie è fatta di piccole gemme nascoste tra gallerie, boutique e bistrot. Non fa eccezione Monsieur Aristide, hotel quattro stelle all’interno di un edificio del XIX secolo. Parte della catena Adresses Hotel segue l’immagine coordinata dei suoi “fratelli” e per questo è stato battezzato come il personaggio che dà il nome alla strada su cui si affaccia.

La struttura, infatti si trova al numero 2 di Rue Aristide Bruant, cantante della Belle Époque ritratto da Toulouse Lautrec con la sciarpa rossa al collo. A sottolineare l’animo artistico del personaggio, negli spazi comuni sono messi a disposizione diversi strumenti musicali e perfino un juke box con oltre cento vinili. L’idea è che siano gli ospiti a scegliere la colonna sonora, improvvisando delle jam session o scegliendo un disco.

Gli interni del Monsieur Aristide sono stati progettati da Marion Collard, mescolando pezzi vintage e arredi su misura in un mix unico, caldo come una casa di famiglia, dove tutto ha una storia e la perfezione è, per antonomasia, imperfetta. “Amo i luoghi e gli oggetti. Credo che ci raccontino una storia, soprattutto quando sono imperfetti, poetici o hanno una bellezza speciale. Ci invitano a sognare” dichiara Collard. Tutto ha un sapore vagamente coloniale, dal bar del piano terra con piante tropicali e arredi in midollino, paglia e legno curvato fino alle camere dai piccoli dettagli animalier.

A ogni livello del palazzo è stata riservata una nuance speciale: sabbia nei primi due piani, una tonalità beige al terzo, mattone al quarto e riflessi whisky all’ultimo. Le camere sono state progettate per integrarsi armoniosamente con l’architettura dell’edificio. Alcune si affacciano sul giardino interno con grandi finestre classiche, altre dispongono di ampie terrazze per prolungare le serate estive. All’ultimo piano, le suite duplex offrono una vista mozzafiato sui tetti di Parigi.

Sorprendentemente, al secondo piano è stato allestito un grande tavolo attorno a cui si possono sedere fino a sei persone, uno spazio semi-privato per chi vuole concludere una conversazione, finire di bere una buona bottiglia o non lasciare una partita a carte in sospeso. Stile ma anche attenzione all’ambiente: da Monsieur Aristide sono state diverse le attenzioni green adottate nella ristrutturazione, ma anche le buone pratiche quotidiane durante il servizio.

I calcinacci delle demolizioni sono stati recuperati per realizzare il nuovo pavimento in battuto di terrazzo delle aree comuni, al posto delle romantiche vasche sono state installate solo docce, più pratiche e “amiche” del risparmio idrico. I mobili sono in gran parte di seconda mano, provenienti da mercatini e bric-a-brac. I fornitori del bar e del bistrot sono tutte piccole realtà locali e per preparare cocktail o infusi caldi vengono usate le erbe fresche coltivate con amore in quindici vasi sparsi tra l’interno e il cortile.