Ad Abu Dhabi, Agata Kurzela Studio realizza uno spazio di lavoro dall’atmosfera calmante. Pensato per essere estremamente flessibile
Tutti i beige del deserto definiscono la tavolozza avvolgente dell’Ad Government Office di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti. Ricavato all’interno di un edificio preesistente, lo spazio, firmato da Agata Kurzela Studio, è stato realizzato per un ente governativo che supervisiona grandi progetti pubblici e che ospita anche workshop e mostre.
Tra le sfide principali c’era quella di riuscire a creare uno spazio flessibile, data l’occupazione fluttuante degli uffici a causa del numero variabile di consulenti esterni. Spiegano da Agata Kurzela Studio: “Il progetto iniziale prevedeva uno spazio di lavoro aperto, uffici privati e sale riunioni. Lo spazio richiesto è poi improvvisamente triplicato per la necessità di aggiungere diverse aree di lavoro flessibili, una seconda sala riunioni, una biblioteca, sale di preghiera, una zona con desk informali e delle cabine di concentrazione dove fare call e telefonate. Dal momento che i metri quadrati a disposizione non erano più sufficienti abbiamo pensato di espandere lo spazio in verticale, aggiungendo piattaforme funzionali interconnesse da scale a differenti livelli”.
Il nuovo volume si trova vicino all’ingresso: realizzato in acciaio, crea un collegamento diretto tra le aree di lavoro vere e proprie e la sala espositiva, una sala riunioni e una sala per la preghiera maschile. Sotto questa struttura si trovano la sala di preghiera femminile e altri spazi ufficio e, accanto, un cubo più piccolo, proporzionato con precisione per essere grande la metà e avere metà dell’opacità.
I volumi interni danno ritmo all’ufficio. Inoltre, sottolineano gli architetti, “… lo spazio è flessibile, predisposto per i diversi team che possono riorganizzarlo grazie a strutture come pareti divisorie e moduli riconfigurabili. L’arredamento è stato progettato in modo da consentire l’allestimento di differenti fit out, per gruppi più o meno numerosi. Anche l’acustica è stata attentamente considerata: ci sono pareti e soffitti fonoassorbenti, e anche pannelli acustici indipendenti, fatti ad hoc con un materiale che è in grado perfino di migliorare la qualità dell’aria interna”.
La luce naturale viene sfruttata al massimo, e può penetrare nelle sale più interne anche grazie a pareti traslucide e partizioni vetrate. L’illuminazione tradizionale è coadiuvata da un sistema di stringhe led firmato Davide Groppi, strip lunghe fino a 17 metri che hanno permesso di illuminare aree in cui non era possibile inserire luci nelle pareti, nei pavimenti o nei soffitti. La copertura dell’edificio è stata trasformata in uno spazio conviviale, ripavimentando la superficie e mettendo i terrazzi in sicurezza.