In Australia, Occupy Studio trasforma la sede del fashion brand Rowie in uno spazio di lavoro che guarda alla casa come modello. Dove luce diffusa e materiali essenziali definiscono un interno calibrato e collaborativo
Per la nuova sede del fashion brand Rowie a Byron Bay, in Australia, Occupy Studio mette a punto un progetto che traduce l’identità del brand in uno spazio di lavoro insieme domestico e operativo, misurato nei mezzi ma preciso negli effetti.
L’idea guida è semplice e molto efficace: concepire l’headquarter come una casa, con cucina e tavolo da pranzo al centro della vita quotidiana. Attorno a questo nucleo conviviale si organizzano le postazioni, le aree di confronto e i dispositivi di privacy leggera, in un impianto aperto che privilegia l’interazione e restituisce anche ai visitatori l’immagine di una comunità prima ancora che di un’azienda.
Il progetto nasce da un contesto architettonico non immediato. L’involucro, firmato da Richards & Spence, presentava grande profondità, doppia altezza sul retro e una disponibilità di luce naturale concentrata solo sul fronte strada.
Occupy Studio risponde a questa condizione lavorando soprattutto sulla diffusione della luce e sulla qualità atmosferica degli interni. La scelta più emblematica è la realizzazione di una meeting room simile a una lanterna, costruita con telai in pino verniciato e pannelli in vetroresina dal carattere quasi cartaceo. Il volume separa senza chiudere, definisce senza interrompere, lasciando filtrare la luce verso il cuore della sede e contribuendo a una percezione più morbida e continua dello spazio.
A questa strategia si aggiunge il disegno dei lucernari nella zona posteriore, pensati per portare luce in profondità senza interferire con il lavoro tecnico. Schermati e prolungati verso il basso, i lucernari diffondono un’illuminazione soffusa che viene amplificata da lampade integrate, capaci di mantenere costante il tono luminoso anche nelle giornate grigie o nelle ore serali. La luce diventa così materiale progettuale, strumento di comfort e principio ordinatore.
La palette è ridotta, quasi minimalista: cemento lucidato, acciaio inox, pino dipinto, superfici chiare e neutre. Una grammatica essenziale che assorbe e riflette la presenza dei tessuti, dei capi e dei colori del marchio, volutamente lasciati in primo piano.
Anche gli elementi più funzionali, come i clothing rack, vengono usati come filtri visivi e partecipano a questa costruzione fluida dello spazio. Ne risulta un interno che accosta energia industriale e tattilità gentile, efficienza e informalità, trasformando un ufficio in un paesaggio collaborativo coerente con il linguaggio di Rowie.