BAR E BISTROT
Season Patisserie

A Taipei, Ecru Studio reinterpreta un locale Anni 70 con un linguaggio scenografico che unisce Art Déco, Art Nouveau e Rococò. E richiama la sontuosità delle sale parigine del XVIII secolo

Nel vivace quartiere Da’an di Taipei, a Taiwan, Ecru Studio progetta il nuovo spazio di Season Patisserie, trasformando la pasticceria d’autore in un ambiente dal sapore colto ma con una vena eccentrica.

Il locale occupa il piano terra di un edificio residenziale Anni 70, dall’aspetto anonimo e funzionale. Proprio questa neutralità diventa il punto di partenza per una narrazione spaziale ricca e stratificata.

Lo studio organizza gli ambienti come tappe di un percorso continuo. L’interno comprende quattro zone interconnesse: il banco dei dolci, l’area dedicata alla vendita di prodotti da regalo, il salotto e il dessert bar.

Ogni spazio sviluppa una propria atmosfera. “Abbiamo pensato l’interno come un teatro sensoriale, un luogo da vivere lentamente”, raccontano Jin Chen e Randy Tu, founder dello studio.

Il percorso si costruisce attraverso il colore. All’ingresso dominano tonalità di blu, scelte dallo chef Hong per segnare la nuova identità del brand. La cromia genera un ambiente tranquillo e raccolto. Avanzando, la palette si intensifica con sprazzi di rosso velluto, giallo dorato e ocra, che richiamano la sontuosità delle sale parigine del XVIII secolo.

Questa progressione cromatica scandisce l’esperienza spaziale come una partitura visiva. “Volevamo che i colori emergessero gradualmente”, spiega Randy Tu. La luce naturale filtrata e riflessa amplifica la percezione degli spazi interni, accentuandone profondità e atmosfera.

Ecru Studio definisce un linguaggio architettonico che intreccia riferimenti storici e culturali. Il pavimento geometrico trae ispirazione dal design milanese degli Anni 40, mentre calce e superfici laccate introducono giochi di riflessi e una sensazione di lusso discreto.

Dettagli in stile Art Déco, Art Nouveau e Rococò emergono in lampade, frange e finiture sartoriali. Arredi vintage e pezzi su misura si combinano in un insieme coerente, eclettico ma mai eccessivo, con sedute personalizzate e tavoli esagonali che creano un ritmo domestico e raffinato.

Pochi elementi orientali sono inseriti con misura e delicatezza, mentre murali dipinti a mano e motivi astratti richiamano le tradizioni visive locali. “Cercavamo segni poetici, non didascalici”, afferma Jin Chen. La collaborazione con artisti locali rafforza questo equilibrio tra Oriente e Occidente.

Nonostante la complessità delle suggestioni, lo spazio resta arioso e leggibile. Il principio della sottrazione guida molte scelte progettuali, privilegiando misura e ritmo.

“Sapere quando fermarsi è il nostro mantra”, spiega Chen. Per questo motivo, alcune superfici restano volutamente incomplete, suggerendo una sensazione di indeterminato e “non finito”.