COWORKING
Sornells 21

T.O.T Studio e Paloma Bau trasformano un locale commerciale in uno spazio di lavoro ibrido ispirato all’immaginario urbano di Tokyo. Una piattaforma aperta, che integra lavoro e socialità in un organismo coerente

T.O.T Studio e Paloma Bau aprono le porte di Sornells 21, il loro studio condiviso nel quartiere valenciano di Ruzafa. Qui un ex locale commerciale si trasforma in uno spazio di lavoro fluido, che si ispira all’immaginario urbano di Tokyo. L’intervento combina narrazione concettuale e strategia materica, dando forma a un luogo in cui design, creatività e comunità locale convergono.

Il progetto occupa un locale di 170 metri quadrati a forma di U, con doppio accesso dalla strada, e nasce da due necessità: il ritorno di Ausiàs Pérez – fondatore di T.O.T Studio – in città e la ricerca di una nuova sede da parte di Paloma Bau. Il suo obiettivo, costruire un ambiente in cui discipline, metodologie e linguaggi diversi possono coesistere, e dove architettura e design favoriscono incontri e sinergie spontanee.

T.O.T Studio ha guidato lo sviluppo concettuale, mentre Paloma Bau ne ha curato la materializzazione architettonica, una divisione dei ruoli che riflette modalità operative distinte. Da un lato, l’attitudine alla costruzione di scenari di T.O.T, dall’altro la capacità di Paloma Bau di tradurre le idee attraverso materia, geometria e dettaglio.

Il progetto prende avvio dalla reinterpretazione di alcuni luoghi quotidiani di Tokyo frequentati dai membri dei due studi. Non una tematizzazione, ma una traduzione architettonica di tre situazioni urbane: i prospetti stradali rivestiti in ceramica, l’izakaya – il tipico locale giapponese – e gli onsen, i bagni termali nipponici.

L’ingresso riprende la logica delle facciate in piastrelle ceramiche bianche. Uno specchio a soffitto raddoppia lo spazio e ne altera, espandendola, la percezione, mentre una panca monolitica in cemento bianco introduce uno dei materiali ricorrenti del progetto.

All’interno, lo spazio si organizza attorno a un grande bancone che attraversa l’impianto a U. Realizzato in MDF tinto in nero, questo elemento struttura usi e percorsi e funziona come spazio di coworking, superficie espositiva e dispositivo sociale. Al centro, un lungo tavolo parzialmente a sbalzo consente la trasformazione dell’ambiente in area per presentazioni e incontri.

Panche perimetrali e un sistema continuo di binari permettono allo studio di funzionare come spazio espositivo. Sopra il bancone corre una lampada lineare su misura ispirata ai noren – le tradizionali tende giapponesi sulle soglie di taverne e negozi – che introduce un ritmo orizzontale e contribuisce a definire l’atmosfera.

La cucina, collocata all’esterno del bancone, inverte la logica dell’izakaya. Uno specchio ne riflette la presenza, riportandola visivamente all’interno. Insieme allo specchio d’ingresso, questo dispositivo costruisce un sistema di inversioni percettive che attraversa l’intero progetto.

L’onsen trova invece spazio in una sala riunioni ricavata in una rientranza del locale. Accessibile tramite una scala nascosta, rompe la sobrietà generale con una palette cromatica più intensa, lampade a soffione, specchi e un lucernario artificiale, costruendo un ambiente volutamente sperimentale.

La strategia materica segue una logica coerente e reiterata. Il pavimento in microcemento chiaro unifica lo spazio, mentre il soffitto in cellulosa fonoassorbente lascia a vista impianti e binari per tende, utilizzate come elementi di separazione.

L’illuminazione abbina apparecchi tecnici e lampade in carta di riso, costruendo un equilibrio tra luce puntuale e diffusa. Gli arredi su misura si integrano nel sistema materico, e consentono usi diversi senza modificare l’impianto di base.

Sornells 21 costruisce in questo modo un’idea di comunità creativa, trasformando un locale irregolare in una scena flessibile dove la quotidianità professionale si intreccia con momenti condivisi.