A Melbourne, Terrain Nine Studio firma il proprio spazio di lavoro in una casa vittoriana. Dove archi, rosoni e pavimenti in legno definiscono ambienti avvolti da una palette di grigi
In Australia, nel quartiere South Melbourne, dietro una facciata vittoriana, il nuovo studio di Terrain Nine Design Studio prende forma come un vero manifesto progettuale. Uno spazio di lavoro che non cancella la memoria dell’edificio, ma ne mette in relazione l’eredità storica con un linguaggio contemporaneo misurato e consapevole.
Firmato dai fondatori dello studio, Sneha e Sumedh Shinde, l’intervento interessa una terrace house ottocentesca trasformata in un ambiente essenziale e accogliente. All’interno, antichi archi, cornici e rosoni sono stati ripristinati e valorizzati.
“Volevamo che le caratteristiche originali emergessero con forza”, racconta Sumedh Shinde. L’impianto planimetrico originale, composto da quattro ambienti consecutivi, è stato preservato e interpretato come una sequenza fluida.
La disposizione accompagna naturalmente il movimento all’interno dello studio, guidando clienti e collaboratori dalla sala riunioni agli spazi di lavoro condivisi, fino alla nuova kitchenette sul retro, concepita come luogo informale di incontro. Un arco vittoriano, inserito come elemento di soglia, scandisce il passaggio tra le diverse aree.
A definire l’atmosfera è una palette scura e quasi monocromatica, dominata da profondi toni di grigio. Pareti e soffitti condividono la stessa finitura: una scelta precisa che valorizza l’altezza interna di 3,6 metri e costruisce una continuità visiva ininterrotta.
“Dipingerli dello stesso colore era fondamentale per amplificare la percezione dello spazio”, spiega Sneha Shinde. Su questo sfondo compatto, gli elementi storici emergono con maggiore nitidezza. Archi e rosoni, rifiniti in bianco puro, accentuano il loro profilo contro le superfici più scure, mentre il pavimento in legno caldo accompagna il percorso e introduce una dimensione materica capace di bilanciare la severità cromatica dell’insieme.
Arredi, illuminazione e opere d’arte sono stati selezionati con la stessa attenzione. Nella sala riunioni, il tavolo in marmo nero dialoga con la sospensione Scandal di Articolo Studio, mentre una poltrona Paffe di Giorgio Gasco definisce un angolo di pausa più raccolto.
Il risultato è un ambiente di lavoro che riflette pienamente l’identità dello studio: uno spazio funzionale ma anche emotivo, in cui la progettazione diventa esperienza quotidiana. “È un luogo che racconta il nostro modo di vivere e lavorare”, conclude Sneha. “Un equilibrio tra rigore, sensibilità e attenzione al dettaglio”.