Progettato da BIG e commissionato dal brand luxury Audemars Piguet, il nuovo Hotel des Horlogers ricalca la morfologia dei dolci pendii della Vallée de Joux
Dopo aver firmato il Museo Audemars Piguet a Le Brassus, BIG – Bjarke Ingels Group – raddoppia il suo intervento nella Vallée de Joux, in Svizzera, con una proprietà vicina, l’Hotel des Horlogers, recentemente completato. Un nuovo edificio – sempre di proprietà di Audemars Piguet – che si ispira ai dolci pendii della valle e che è stato immaginato quale punto d’incontro degli appassionati di orologeria locale e internazionale. Un prezioso gioiello dell’ospitalità che mira a promuovere lo sviluppo del turismo locale e le bellezze del patrimonio naturale grazie a una perfetta mimesi tra architettura e paesaggio.
Reinterpretando i codici dell’architettura alberghiera, i progettisti hanno infatti sviluppato l’edificio longitudinalmente, con un gioco di piani sfalsati che quasi scivolano l’uno sull’altro, donando dinamismo e sinuosità, a ricordare le strutture impossibili esheriane. Lastre inclinate che rispettano la morfologia del territorio, ricalcano il profilo topografico dei pendii e discendono fino ai prati circostanti.
Fiancheggiate lungo il pendio da alberi e piante per realizzare un’integrazione totale e immersiva con il paesaggio, realizzata anche grazie all’aggiunta di un percorso interno, un passaggio “segreto” che unisce le camere di cui si compone il resort, riproducendo armoniosamente la tortuosa fisionomia a zigzag della facciata esterna. L’obiettivo, infatti, era quello di ricreare l’orografia delle cime montuose, plasmando un paesaggio senza soluzione di continuità, in una simbiosi tra artificiale e naturale, costruito e spontaneo.
Le scelte di interior design, di cui sono stati incaricati gli architetti dello studio Aum, hanno riproposto questa connessione anche negli ambienti interni. Varcato l’ingresso, le linee essenziali e il linguaggio moderno degli elementi architettonici contrastano visivamente con il calore naturale dato dai materiali locali quali pietra e legno. Ne è un esempio il soffitto della hall, da cui discendono sinuosamente i rami di maestosi alberi bianchi, dando l’impressione che la foresta invada letteralmente gli spazi comuni.
Gli arredi delle camere seguono la stessa intuizione. Confortevoli e raffinati, intrecciano superfici di abete rosso locale, ampie vetrate e il touch contemporaneo del cemento a vista. Dalle suite la visuale si apre sulla foresta di Risoud, che confina con la valle, per un point of view privilegiato sulla regione. L’hotel comprende anche due ristoranti – che offrono un menu ricco di prodotti stagionali e di provenienza locale -, un bar, un centro benessere e due sale conferenze.
L’approccio naturale adottato nel design del resort si riflette olisticamente nello sviluppo stesso dell’edificio e nelle sue operazioni quotidiane, che mirano a promuovere una sostenibilità ambientale a 360 gradi. La struttura, infatti, rispetta rigorosi standard ecologici attraverso un’attenta selezione di materiali eco-compatibili, una corretta protezione del suolo e l’adozione di soluzioni a basso consumo energetico.