Interviste
Calvi Brambilla

Né quadrato né cerchio: supercerchio. Con le nuove manopole per QuadroDesign, Calvi e Brambilla raccontano che cosa vuol dire portare innovazione in un’azienda dall’identità fortissima

Tra tutte le cose che rendono il design ciò che è, la ricerca della forma è la più identitaria, complessa e, al tempo stesso, scivolosa. Non è scienza, ma non è neanche solamente estetica. È, piuttosto, una sorta di auscultazione della terra che rende il progettista simile spesso a un rabdomante: un professionista dell’arte divinatoria incaricato di tirare fuori l’inatteso per legarlo a qualcosa di utile e, a suo modo, necessario. Somiglia a un esercizio di questo tipo Super, la collezione che Calvi Brambilla ha presentato al Salone per QuadroDesign. Da un lato, uno dei principali studi italiani di product e art direction dalla vocazione internazionale. Dall’altro, un’eccellenza della rubinetteria nota per la verticalità della proposta concentrata sull’acciaio e declinata in chiave il più possibile green. Ne abbiamo parlato con gli autori, all’interno dello stand a Rho firmato, anche questo, da Paolo Brambilla e Fabio Calvi.

Che cosa è, dunque, Super?

Una collezione basata sul cosiddetto supercerchio, la figura geometrica che unisce, appunto, le proprietà di un quadrato con quelle di un cerchio. A prima vista, una forma semplice e dalla grafica familiare, a cui l’occhio è abituato quasi senza saperlo, visto che ha ispirato diversi altri oggetti di uso quotidiano. Siamo partiti da un’indagine sul catalogo dell’azienda, che abbonda di forme rotonde, con l’idea di portare un elemento di novità. Era anche un modo di rendere omaggio al fatto che il brand ha il quadrato nel nome. Il quadrato, però, non si presta a dare forma a una manopola, visto che si tratta di una forma poca ergonomica, difficile da ruotare. Lo squircle ci è sembrato così la soluzione giusta, capace di arricchire la proposta restando saldamente nelle corde di un marchio con un’identità molto precisa.

In realtà non esiste un solo supercherchio, ma una infinita possibilità di varianti. Come avete portato a terra l’idea di partenza?

La sfida iniziale è stata trovare lo squircle adatto a realizzare la migliore ergonomia e, dunque, la migliore comodità possibile nella presa della maniglia, offrendo una superficie di appoggio alla mano più generosa del cerchio senza la durezza degli angoli a 90 gradi di un quadrato. L’altra sfida è stata estendere efficacemente questa forma agli elementi che caratterizzano una serie completa per il bagno e renderla compatibile con tutte le sue componenti. Abbiamo prodotto tantissimi schizzi, lavorando poi per esclusione. Gli step successivi di prototipazione e sviluppo hanno richiesto tutte le competenze e la capacità di ricerca da parte di Quadro Design. Ci piace sottolineare che il valore di questa collezione non è solo nella forma inedita, ma include quella finitura esclusiva mille luci che, con le sue irradiazioni, accentua la lettura dei vari elementi.

La famosa semplicità apparente che nasconde una ricerca profonda.

Sì. Il progetto conferma che è proprio la semplicità a diventare essa stessa decorazione, ma per questo richiede le più grandi energie in tutte le fasi del processo creativo e produttivo.

In che cosa Super è un prodotto attento all’ambiente?

Quadro Design lavora, per una scelta consapevole, solamente l’acciaio. E non lo tinge. La variante nera di Super, l’unica prevista, non nasce dunque dalla verniciatura, che è un processo impattante, ma dalla tecnica Pvd che prevede l’applicazione sulla manopola di uno strato di nitruro di titanio, un composto metallico estremamente denso e di grande durezza.

La vocazione dell’azienda al rispetto dell’ambiente va di pari passo con il suo racconto: come avete realizzato lo stand?

Attraverso un dialogo fitto con Enrico Magistro, il ceo dell’azienda che porta in questa realtà l’impegno e la sensibilità di una generazione come la sua, attenta alle tematiche ecologiche. Enrico è nato sul Lago d’Orta e ha memoria di quando quello specchio d’acqua pieno di bellezze storiche e naturalistiche non era più balneabile. Ha vissuto l’adolescenza negli anni in cui si prendeva consapevolezza del disastro e si iniziava a porvi rimedio. Per questo, abbiamo lavorato perché lo stand fosse interamente fatto di elementi riciclati, riciclabili o noleggiati.

In concreto? 

La struttura è modulare, dunque perfettamente smontabile e riutilizzabile. Gli espositori sono cassette di magazzino, quelle che l’azienda usa in fabbrica. Gli sgabelli, profili di alluminio tenuti insieme da cinghie, disassemblabili anche loro. I tessuti sono teloni di Tir riciclati e stampati. Da nessuna parte abbiamo usato colle.

I caratteri tipografici impressi sul verde bottiglia comunicano quasi un respiro da magazine indipendente: sembra quasi che non possa esserci buon design senza un’ottima grafica, è così?

Quadro rispecchia l’anima di Enrico: è un’azienda colta, contemporanea, attenta ai temi su cui bisogna esserlo. Le scelte ecologiche non sono dovute alla moda, ma sono scelte di vita, dunque sincere. Sì, la metafora del magazine indipendente rispecchia la linea editoriale che volevamo dare a questo spazio.