Il tappeto disegnato da Margherita Fanti per Carpet Edition interpreta il gesto del taglio di Lucio Fontana trasformandolo in una composizione tessile
Un taglio netto attraversa la superficie e modifica la percezione dello spazio. Con Lama, Carpet Edition interpreta nel linguaggio tessile il gesto che ha segnato la ricerca di Lucio Fontana, dove l’incisione della tela apre una dimensione ulteriore oltre la superficie.
Il progetto, firmato da Margherita Fanti, prende forma su un campo bianco attraversato da una sola diagonale scura. La composizione introduce profondità e tensione visiva: i fili affiorano, la superficie acquista rilievo e il tappeto assume una presenza plastica che dialoga con l’ambiente.
Realizzato a mano in lana della Nuova Zelanda, Lama è proposto in due configurazioni. La prima sviluppa una forma irregolare dove angoli netti e bordi arrotondati convivono, con il taglio diagonale rifinito da frange in lino nero. La seconda versione, circolare, accentua la dimensione materica grazie alla combinazione di lavorazioni loop e velluto e a due diverse altezze del vello. In entrambe le interpretazioni, il contrasto tra bianco e nero guida la composizione e restituisce al gesto originario una presenza concreta nello spazio. In bilico tra prodotto, architettura e arte spazialista.