Un racconto che attraversa il tempo e la materia. Per creare CottoMilano, Domenico Orefice ha amalgamato la storia della Fornace Curti e la tecnologia di Ceramiche Keope
“Ci sono luoghi dove il tempo sembra fermarsi, ma in realtà continua a trasformarsi. La Fornace Curti, a Milano dal 1400, è uno di questi”, racconta Domenico Orefice. “CottoMilano è un progetto che unisce la memoria artigiana della Fornace Curti, la ricerca tecnologica di Ceramiche Keope e il mio lavoro di designer. Insieme abbiamo lavorato per reinterpretare il cotto, uno dei materiali più antichi della città, conferendogli un linguaggio contemporaneo senza snaturarne l’anima”.
La storia inizia nel 2018 al SaloneSatellite, quando Orefice presenta una ricerca che rilegge gli archetipi del cotto lombardo in chiave moderna sviluppata con la Fornace Curti. Da quell’intuizione nasce l’incontro con Ceramiche Keope, che ne coglie la forza espressiva e la trasforma in un sistema ceramico evoluto, capace di trasferire nel gres porcellanato la dimensione più autentica e sensoriale della materia.
CottoMilano si configura così come il il compimento di questa storia. Una storia storia fatta di rimandi, gesti e saperi che celebra la materia che per secoli ha costruito l’identità architettonica milanese. E che oggi rivive in superfici vellutate, opache e poco riflettenti.
I decori che animano le superfici performanti della collezione traggono ispirazione dalla Milano rinascimentale: dai fregi, dai prospetti, dalle geometrie della Ca’ Granda o di Santa Maria delle Grazie. Recentemente CottoMilano è entrata a far parte della Collezione Permanente del SaloneSatellite. Una sorta di ritorno al luogo in cui la ricerca ha avuto origine.
Questo articolo è estratto da Surfaces 4. Sfoglia il magazine
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