Durante il Fuorisalone, Convey ha trasformato un intero edificio nel cuore di Milano in una piattaforma internazionale del design contemporaneo. Tra installazioni, ricerca e inedite collaborazioni, il Convey Building ha costruito un’esperienza immersiva capace di connettere cultura, architettura e nuovi modi di abitare
Durante la Design Week, Convey ha consolidato il proprio ruolo come piattaforma internazionale dedicata al design contemporaneo, riunendo oltre venti brand in un unico spazio nel cuore di Milano. Il progetto, ideato e promosso da Simple Flair, ha proposto per la sua quarta edizione un nuovo formato: il Convey Building, un’intera struttura trasformata in destinazione esperienziale tra le zone di Torre Velasca e Missori.
Distribuito su cinque piani, l’edificio ha ospitato un percorso articolato che ha intrecciato installazioni, mostre e momenti di incontro. In questo contesto, Convey ha continuato a sviluppare la propria visione: costruire connessioni tra brand, community e pubblico, favorendo un sistema più aperto, condiviso e orientato al futuro del design.
L’edificio, gestito da Bizzi & Partners Development, ha accolto un progetto che ha saputo unire architettura e cultura, proponendo una riflessione sui nuovi modi di abitare contemporaneo. Al centro dell’esperienza, la terrazza panoramica ha funzionato come fulcro relazionale e simbolico dell’evento. Al termine della Design Week, gli spazi sono stati destinati al mercato residenziale, mantenendo viva quella connessione tra ricerca progettuale e dimensione quotidiana.
Come ha sottolineato Riccardo Crenna, co-founder di Simple Flair, Convey ha voluto costruire “un luogo temporaneo dove il design diventa relazione”, trasformando la visita in un’esperienza di incontro e confronto. Una piattaforma capace di restituire una fotografia chiara della design industry contemporanea.
All’interno del Convey Building, i brand e i designer hanno presentato installazioni e progetti eterogenei, offrendo una lettura ampia e sfaccettata del design attuale. All’ingresso, Patricia Urquiola ha firmato Cimento, un’installazione che ha trasformato lo spazio in una scatola avvolgente in cemento, caratterizzata da forme morbide e fluide. Il materiale, reinterpretato come materia viva, ha costruito una narrazione capace di superare la dimensione superficiale per diventare struttura e atmosfera.
Il brand Gllìa, fondato da Eleonora Galli con la direzione creativa dello studio Næssi, ha presentato Archivio, una prima collezione che ha definito un sistema essenziale di superfici e componenti, costruendo una grammatica progettuale rigorosa ma aperta all’evoluzione. Dagli Stati Uniti, lo studio Joshi / Greene ha introdotto Rail System, un dispositivo continuo che ha organizzato lo spazio integrando elementi funzionali come specchi, mensole e sedute, trasformando un gesto architettonico in esperienza abitabile.
Ripa ha proposto un ambiente domestico essenziale, introducendo nuovi arredi come la sedia Elvira e il tavolo Fortunato, affiancati da ulteriori elementi che hanno esplorato forme familiari reinterpretate in chiave contemporanea. Il brand milanese Under, con un’installazione curata da Lorenzo Iandelli e Marco Lombardi, ha indagato il tema dell’intimità quotidiana, riflettendo sui modi silenziosi in cui gli oggetti accompagnano la vita domestica.
Fidivi, insieme a Studio Musa, ha presentato The Altar of Presence, un’architettura tessile immersiva in cui luce e materia hanno costruito uno spazio raccolto, pensato come risposta alla continua sovrapproduzione contemporanea. Nel campo dell’illuminazione, Iiode ha lanciato Re27, una lampadina led riparabile realizzata con materiali riciclati.
Completedworks ha proposto Something Blue, un’installazione immersiva in cui vetro, metallo, luce e suono hanno trasformato progressivamente lo spazio, alterandone percezione e atmosfera attraverso un’intensa tonalità blu. Maxdesign ha presentato Triangolo di Stefan Diez, una seduta imbottita sviluppata secondo i principi del circular design, con un’attenzione particolare al ciclo di vita del prodotto.
Terraformæ, laboratorio legato alla Fornace S. Anselmo, ha lavorato sugli scarti di terracotta, trasformandoli in elementi progettuali attraverso interventi minimi che ne hanno valorizzato la materia originaria. Woak ha esposto nuove collezioni firmate da Næssi e Antonio De Marco, tra cui il sistema modulare Pluri e lo sgabello Houdini.
Infine, Chiara Lionello ha presentato Kitchen with Garden, un allestimento che ha messo in relazione spazio domestico e natura, costruendo un paesaggio intimo in cui materiali, piante e superfici riflettenti hanno sfumato i confini tra interno ed esterno.
Accanto al percorso espositivo principale, Convey ha ospitato una serie di progetti speciali, tra cui Far From Perfect, a cura di Crash Baggage e Simona Flacco, che ha trasformato una “sala d’attesa” in uno spazio narrativo dove l’imperfezione diventa valore. Con Casa Small, Small Small Space ha invece costruito un appartamento compatto e immaginario, indagando il rapporto tra oggetti e bisogni quotidiani.
Archivio-uno, progetto no-profit ideato da Luca Caizzi con Michele Cinieri, ha raccolto i primi numeri di alcune riviste in un archivio sia fisico che digitale. Infine, The Zurich Edit ha portato a Milano una lettura sfaccettata della scena creativa di Zurigo, mettendo in dialogo design contemporaneo, pezzi storici, grafica e cultura visiva.
Archivio-uno
Chiara Lionello
Cimento
Casa Small
Fidivi
Completedworks
Sudden Objects
Western Acoustic
Under
Woak
Rooms Studio
The Zurich Edit
Iiode
Ripa
Far From Perfect
Sarah Espeute