DESIGN
Identità sfaccettata

Un unico filo conduttore – tra passato e futuro – ma anche sperimentazioni formali, materiche e cromatiche delineano il nuovo immaginario di Acerbis

Con un’immagine sempre più sofisticata, scolpita eppure morbida, con tagli netti sferzati da colori fluo, Acerbis prosegue nel suo percorso di ricerca esplorando due direzioni complementari: guarda al futuro coinvolgendo nuovi interpreti della contemporaneità, capaci di offrire una visione inedita del brand, e al tempo stesso valorizza il proprio heritage.

Tra le nuove collaborazioni spicca quella con il designer britannico-canadese Philippe Malouin che arricchisce la collezione Acerbis con il suo segno scultoreo, introducendo un nuovo linguaggio con le sedute Trench. Dalla forma essenziale e ancestrale, sorprende per la straordinaria comodità, definita da un’unica curva fluida che costruisce la seduta e lo schienale.

A firmare il loro primo progetto per Acerbis sono anche Francesco Meda e David Lopez Quincoces, direttori artistici del brand, che con il nuovo tavolo firmato Le Cupole, un tributo alla purezza geometrica, esprimono un’estetica in perfetto equilibrio tra rigore formale e ricerca materica, fondendo architettura e design.

L’attitudine alla sperimentazione tra discipline diverse, parte integrante del dna di Acerbis, trova inoltre espressione nella collaborazione con Olimpia Zagnoli: illustratrice e artista multidisciplinare, che per la prima volta traduce il suo universo visivo in un oggetto di design. Seduttiva e naïf, Gigiona è un’opera componibile e scompigliabile, da guardare e ricomporre ogni volta con occhi nuovi.

Se da un lato guarda al futuro, dall’altro Acerbis restituisce al presente progetti che, al loro debutto, hanno saputo interpretare e influenzare il linguaggio del design dell’epoca. La ricerca nel patrimonio storico del design prosegue con la riedizione di un’opera rappresentativa di Claudio Salocchi, la seduta Palla, che, dopo un iniziale successo, è rimasta a lungo inesplorata e oggi torna a riaffermare tutta la sua rilevanza progettuale.

In questo scenario, dove diversi linguaggi e visioni si intrecciano, ha preso forma lo stand al Salone del Mobile 2025, progettato da Francesco Meda e David Lopez Quincoces per accogliere le nuove proposte del brand. Pezzi cult della collezione dialogavano con i nuovi prodotti, tracciando un filo conduttore tra passato e futuro. Qui Acerbis ha raccontato un nuovo immaginario, ridefinito attraverso una ricerca cromatica e materica che racconta un’altra sfaccettatura della sua identità.

Lo spazio, definito da pareti in alluminio e da un audace soffitto verde fluo, si distingue per un’estetica essenziale ma decisa, concepita per amplificare la presenza scenica dei prodotti. Il colore, elemento chiave della palette Acerbis, si evolve in una sperimentazione che, dal soffitto, si estende anche ai prodotti, dimostrandone la versatilità e la forza espressiva.