SURFACES
A partire da una catena

Dalla piccola maglia in alluminio a superfici, partizioni e interventi architettonici di grande scala. Kriskadecor lavora sulla catena come materia capace di disegnare lo spazio senza irrigidirlo

Una maglia dopo l’altra, Kriskadecor produce superfici che non sono mai completamente superfici. La catena in alluminio, elemento industriale prodotto dall’azienda catalana dal 1926, conserva infatti una dimensione di permeabilità che la rende diversa da un rivestimento tradizionale: lascia passare la luce, introduce movimento, modifica la profondità dello spazio.

È soprattutto la possibilità di controllarne densità, colore, dimensione e sovrapposizione a trasformarla in uno strumento progettuale. Una stessa materia può diventare una parete, un filtro, un soffitto sospeso o una superficie grafica; attraverso una tecnologia proprietaria, ogni anello può inoltre funzionare come un pixel, permettendo di riprodurre immagini, pattern e segni su scala architettonica.

Il progetto, in questo caso, non consiste quindi nell’applicare una finitura a uno spazio già definito, ma nel lavorare sulla sua percezione. Una partizione può separare senza interrompere la continuità visiva; una superficie può apparire compatta da lontano e dissolversi avvicinandosi; un soffitto può acquistare volume attraverso la semplice ripetizione di migliaia di elementi sospesi. La materia rimane leggera, mentre l’effetto spaziale può essere monumentale.

Il principio raggiunge, ad esempio, una dimensione quasi architettonica nell’intervento di Kengo Kuma & Associates per Casa Batlló, dove una cascata di catene accompagna la grande scala verticale attraversando i diversi livelli dell’edificio. La sovrapposizione delle maglie dà vita a un volume mutevole, sul quale la luce del lucernario produce variazioni continue.

Ed è una ricerca che trova applicazioni anche all’esterno, dove le catene possono diventare una seconda pelle cinetica che reagisce al vento, trasformando l’involucro da elemento statico a una superficie in movimento continuo.

In questo passaggio dalla catena alla superficie, e dalla superficie al movimento, sta forse l’aspetto più interessante del lavoro di Kriskadecor: produrre una materia viva, capace a tutti gli effetti di cambiare la percezione di uno spazio.