Dalle piscine olimpiche di Parigi 2024 ai nuovi impianti permanenti: Myrtha Pools ha brevettato un sistema integrato nel canale di sfioro che riduce la presenza di clorammine, migliorando comfort, durabilità e sostenibilità delle strutture
La qualità dell’aria negli impianti natatori coperti è una delle principali sfide per progettisti e gestori. Oltre al controllo di temperatura e umidità, occorre infatti gestire i sottoprodotti della disinfezione, come clorammine e trialometani, composti volatili che si formano nell’acqua e tendono ad accumularsi nell’ambiente. Queste sostanze sono responsabili del tipico odore di cloro delle piscine indoor e possono ridurre il comfort di atleti, personale e pubblico. Nel tempo contribuiscono inoltre alla corrosione di strutture e componenti metalliche, incidendo sulla durabilità dell’edificio e sui costi di manutenzione.
Per affrontare il problema alla fonte, Myrtha Pools ha sviluppato Myrtha Breathe, una tecnologia brevettata integrata nel canale di sfioro della vasca che intercetta i contaminanti quando vengono rilasciati dall’acqua. Il sistema utilizza una rete di tubi porosi che genera un flusso continuo di microbolle, favorendo l’estrazione dei composti volatili prima che si disperdano nell’aria dell’impianto. Le sostanze rimosse vengono quindi convogliate all’esterno attraverso una canalizzazione dedicata, riducendo l’accumulo di inquinanti e alleggerendo il carico dei tradizionali sistemi di ventilazione e trattamento dell’aria.
Secondo i dati raccolti durante le sperimentazioni, la tecnologia consente una significativa riduzione della tricloroammina, uno dei principali contaminanti presenti nelle piscine coperte. I test effettuati in occasione di eventi sportivi internazionali hanno registrato concentrazioni fino a quattro volte inferiori rispetto ai livelli normalmente rilevati.
I benefici riguardano diversi aspetti della gestione degli impianti: dal miglioramento della qualità ambientale alla riduzione dei fenomeni corrosivi che interessano le strutture. La minore presenza di contaminanti può inoltre contribuire a ottimizzare il ricambio dell’acqua e l’efficienza complessiva dell’edificio.
Una delle applicazioni più significative è stata realizzata nella piscina agonistica allestita alla Paris La Défense Arena per i Giochi di Parigi 2024. L’impianto ha rappresentato un importante banco di prova per valutare l’efficacia del sistema attraverso attività di monitoraggio della qualità dell’acqua e dell’aria svolte con il supporto del professor Ernest Blatchley della Purdue University.
L’esperienza parigina evidenzia come la sostenibilità degli impianti sportivi non dipenda soltanto dai consumi energetici, ma anche dalla qualità degli ambienti interni, dalla tutela della salute degli utenti e dalla conservazione delle infrastrutture nel tempo. In questo contesto, le tecnologie capaci di intervenire sulle cause dei problemi stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante nella progettazione delle piscine indoor di nuova generazione.