Una collezione di tappeti che parte dai codici della tradizione persiana e ne deforma motivi, proporzioni e ritmo. Attraverso un linguaggio digitale vicino all’arte contemporanea
Con la nuova collezione Glitch, Richard Hutten porta la tradizione decorativa dei tappeti persiani in un territorio visivo decisamente diverso. La collezione sviluppata per Qeeboo nasce infatti da un gesto radicale: prendere il disegno di un classico tappeto persiano e sottoporlo a una distorsione digitale, allungandone motivi e proporzioni fino a trasformarlo in una nuova composizione.
Il punto di partenza rimane riconoscibile, soprattutto nelle fasce decorative e nei motivi ornamentali che caratterizzano alcune porzioni del tappeto, ma la parte centrale cambia completamente registro. Le decorazioni possono dilatarsi in sequenze verticali, quasi come se il disegno fosse stato trascinato lungo la superficie, oppure trasformarsi in campiture di linee sinuose e ondulate. Il risultato mette in relazione due sistemi apparentemente lontani: la precisione e la densità dell’ornamento tradizionale da una parte, la fluidità dell’immagine digitale dall’altra.
I quattro soggetti – Archive Flow, Liquid Heritage, Memory Lines e Past Forward – sono disponibili nei grandi formati da 2 × 3 metri, assumendo così una presenza quasi architettonica: una superficie capace di modificare la percezione dello spazio attraverso colore e profondità visiva. Una rilettura della tradizione che la avvicina a un intervento d’arte contemporanea, rendendola eterna.