A Milano, il design alpino protagonista negli spazi dell’ADI Design Museum. Una mostra che raccoglie oltre 100 oggetti e il contributo di 70 protagonisti – designer, aziende e artigiani – che indagano la cultura della montagna
Per chi vive in montagna, il paesaggio non è mai solo sfondo: è una presenza che entra nel pensiero e nella pratica quotidiana. Anche il gioco, qui, assume una dimensione più concreta e incisiva. Non si esaurisce nell’infanzia, ma continua a influenzare lo sguardo adulto: per chi nasce in alta quota, resta memoria attiva; per chi arriva da altrove, diventa spazio di formazione. In montagna il gioco, oltre a essere svago, è sempre stato matrice culturale e produttiva.
Da questa riflessione nasce Sciscioré. Il gioco come gesto alpino, mostra a cura di Anna Quinz e organizzata da franzLAB, in programma all’ADI Design Museum di Milano dal 22 maggio al 28 giugno 2026. Il progetto esplora il design del Trentino-Alto Adige attraverso la lente del gioco, inteso come metodo progettuale radicato nel territorio, capace di connettere rigore e libertà, funzione e immaginazione, sapere tecnico e apertura all’imprevisto. Non a caso il titolo prende in prestito la parola ladina “sciscioré”, che in Val Badia indica il gioco delle biglie.
Sciscioré è l’esito di un’approfondita ricerca storica e scientifica portata avanti da Anna Quinz, direttrice creativa esperta nella narrazione dei territori montani, e presentata in versione embrionale a EDIT Napoli 2025. A Milano, il progetto arriva nella sua forma compiuta, presentando oltre cento oggetti – artigianali e della tradizione, icone del design, prodotti industrializzati e prototipi – progettati da settanta tra designer, studi, aziende e artigiani legati al territorio.
La selezione mette in relazione pratiche storiche e ricerche contemporanee, produzione indipendente e industria, cultura materiale e innovazione tecnologica, competenze tradizionali e influenze internazionali, declinate in materiali diversi, dal legno alla plastica, dal tessuto ai metalli, dal vetro al sughero alla ceramica. Ne emerge un panorama eterogeneo e stratificato, come quello delle guglie dolomitiche, frastagliate, dinamiche e ricche di sfumature. Lontano dagli stereotipi che spesso connotano la cultura alpina.
La mostra si articola in dieci sezioni: Naturalia, Animali fantastici, Figure, Radicamenti, Altaquota, Girotondo, A incastro, Cameretta, A palla, Equilibrismi. Ogni sezione esplora un tema: animali, natura e figure come fonte d’ispirazione; la montagna e le tradizioni alpine come terreni di sperimentazione; cerchi, biglie, trottole e girotondi come archetipi del gioco; incastri, assemblaggi ed esperimenti di equilibrio come primigenia forma di progettazione; la cameretta come spazio domestico ed espressivo dei più piccoli. Il percorso si configura come un playground, aperto e allegro, nel quale gli oggetti dialogano tra loro per assonanze.
Dalla tradizione fino ai nostri giorni, in mostra si incontrano i maestri del progetto, come Luciano Baldessari ed Ettore Sottsass Jr., designer contemporanei, come Martino Gamper e Luca Boscardin, e una nuova generazione di progettisti legati al territorio per nascita o per scelta, come lo spagnolo Ignacio Merino e la libanese Beatrice Harb. Ma anche artigiani, figure a cavallo con il mondo dell’arte, come Paul Thuile, o al confine con il collectible design, come lo studio Sagaría.
L’allestimento, progettato da Insalata-Mista Studio e realizzato da Barth – azienda altoatesina specializzata nella progettazione di interni su misura – richiama immaginari naturali e infantili. Il bianco, assunto come colore base, è scandito da accenti cromatici che guidano il visitatore, in linea con il concept del progetto e con il visual firmato da Lucas Zanotto.
Othmar Barth, Sella. Foto Manuel Ferrigato
Othmar Barth, Sella. Foto Manuel Ferrigato
Insalata-mista studio, Gioia. Courtesy Insalata-mista studio
La Sportiva, Skwama. Courtesy La Sportiva
Salewa, NXT25J. Foto Achille Mauri
Paul Thuile, Plun. Courtesy Paul Thuile
Aree Di Studio, Mario, Fratelli Levaggi. Foto Marta Tonelli
Harry Thaler, Nine Sitzen Cork Work Collection, Portamor. Foto Florian Andergassen
Benno Simma, Quantum 21XXI. Courtesy Benno Simma
Claudio Larcher, Belt S. Foto Stefania Zanetti
Alessio Ramundo, Bug. Foto Gaia Anselmi Tamburini
Útol, Bufon. Foto Camilla Postiglione
Ignacio Merino, Mezza Chair. Courtesy Ignacio Merino
Plank, Mura, by Konstantin Grcic. Foto Miro Zagnoli
Debiasi Sandri, Ora Collection, Stelton. Courtesy Stelton
Flos, Gatto. Foto Frank Hulsboemer. Courtesy Flos
Marco Dessì, Ada, Lobmeyer. Foto Florentina Olareanu
Laurenz Stockner, Hyle. Foto Juergen Eheim
Martino Gamper, Figura, Rubelli. Foto Marco Cappelletti
Luca Boscardin, Giraffa, Animal Factory, Magis. Courtesy Magis