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Studio Frama

La casa come estensione dello spirito di chi la abita. A Copenhagen, l’appartamento di Niels Strøyer Christophersen, founder di studio Frama, è un compendio di ricordi, oggetti, libri, arredi. Con un linguaggio minimalista che vuole emozionare, anche attraverso l’imperfezione

Più uno spazio è libero, più l’immaginazione ne è stimolata. Ne è convinto Niels Strøyer Christophersen, founder e direttore creativo dello studio Frama e dell’omonimo brand di design, che nell’appartamento che condivide a Copenhagen con la ceramista Franca-Christina Christophersen ha abbracciato un approccio emotivo, focalizzato sull’effetto che gli ambienti domestici possono sortire su chi li abita.

“Il modo in cui una stanza è arredata ci trasmette qualcosa, spesso senza che riusciamo a capire cosa o perché, e a me piace che siano in primis le nostre emozioni a guidarci”, dice il designer. È il cuore di una filosofia che scorge la bellezza nella semplicità, come dimostra l’aspetto volutamente spoglio della casa al piano terra di un edificio del 1905, dove un tempo aveva sede la bottega di un orologiaio.

Secondo Niels, la maggior parte delle persone ha bisogno solo della metà di ciò che possiede e ciò che conta in ultima analisi è come ci sentiamo quando siamo in una stanza. “Il modo in cui una stanza è decorata ha un effetto su di noi, spesso senza che riusciamo a capire cosa sia o perché, e mi piace l’idea che siano il nostro intuito e le nostre emozioni a controllarci davvero. Niente nella nostra casa è scelto in base a quella che sarebbe una soluzione pratica e logica, al contrario, si tratta di imparare a essere presenti nel momento e ad apprezzare ciò che ci circonda”.

Fa notare che lui e Franca non possiedono un divano su cui appoggiare i piedi o un televisore davanti al quale rilassarsi, la vera definizione di relax per molti di noi. Ma è ciò che soddisfa le loro esigenze. Niels e Franca hanno permeato l’ambiente delle loro personalità, puntando su un’essenzialità calda, dal tocco nordico, ed evitando l’atteggiamento superficialmente celebrativo nei confronti di brand e designer famosi che Niels aveva assunto nel suo precedente appartamento, dove sfilavano mobili di Philippe Starck, Jasper Morrison e molti altri.

“Era uno sfondo svuotato di ogni contenuto reale, niente era davvero mio”, ricorda lui, che questa volta, con la moglie, ha deciso di rimuovere la carta da parati che decorava le pareti al momento dell’acquisto, per lasciare i muri grezzi a vista, plasmare un universo cromatico incentrato sui toni della terra, dell’argilla, della sabbia, della pietra, e puntare su materiali naturali e arredi disegnati ad hoc. Tra questi, la cucina con struttura metallica, piano in marmo e lavello pensato come estensione naturale dei cassetti in abete. 

Poi ci sono le ceramiche di Franca, mescolate sugli scaffali con reperti di viaggio e oggetti donati o comprati in negozi e mercatini: si va da una serie di cucchiai in ottone scovati a Tokyo a delle brocche portate a casa dalla Corea. Alla base, l’amore per l’artigianato, la propensione al riciclo e il desiderio di valorizzare tutto ciò che può avere un potere evocativo e rimandare a frammenti di vita, non importa si tratti di una scaletta usurata o di una sedia Alvar Aalto, di una ciotola marocchina o di un tavolo composto da una lastra di marmo appoggiata su blocchi di gesso, di un masso proveniente da una spiaggia, di una lampada Akari o di una tavola in pino recuperata da un palazzo demolito a Copenaghen e trasformata in torre d’appoggio per libri.

“Mi interessano gli oggetti umili che svolgono la loro funzione, se graffiati o leggermente ammaccati diventano ancora più unici”, osserva Niels. Visione condivisa da Franca, come traspare dai suoi vasi in ceramica non smaltata dal carattere tattile, nonché dai volumi di architettura, filosofia e arte disposti in pile nelle stanze, altrimenti scarsamente arredate. Vale anche per il bagno con lavandino e vasca riciclati, la seconda rivisitata con piedini moderni al posto di quelli originari a zampa di leone, e la camera da letto, dove, sopra una panca progettata da Frama, campeggia una vecchia cassetta degli attrezzi appartenuta al nonno di Niels.