Vicino a Madrid, Plantea Estudio realizza una casa che rilegge il linguaggio mediterraneo con rigore e leggerezza. Fondendo interno ed esterno in un continuum di luce e materia
A Boadilla del Monte, alle porte di Madrid, sorge Casa Bonanza, una residenza firmata Plantea Estudio che ridefinisce il concetto di abitare mediterraneo. Un volume essenziale e leggero che nasce dal desiderio di costruire non tanto un’abitazione, quanto un padiglione: un’architettura che respira con il suo intorno, regolando l’apertura e la protezione come un organismo sensibile alla luce e al tempo.
Il committente, infatti, aveva posto una sola condizione: niente portici. Come spiega lo studio : “Al proprietario non piacevano i portici, perché in Spagna sono strutture che ampliano la casa, ma alla fine la oscurano con la loro ombra. Quindi abbiamo fatto il contrario: abbiamo trasformato l’intera casa in un unico grande portico”.
“I proprietari non volevano portici, così abbiamo fatto della casa un grande portico”: Plantea trasforma un vincolo in principio architettonico, creando un piano terra continuo che sfuma il confine tra interno e giardino
In questo modo, la pianta libera del piano terra si dissolve nel giardino, con grandi vetrate scorrevoli che lasciano entrare il verde e la luce, ma restano controllate da tende e schermature richiudibili come vele, che modulano la permeabilità visiva e luminosa. Qui la continuità non è concettuale ma fisica: il pavimento in pietra di Campaspero prosegue all’esterno senza interruzioni e le differenze di quota definiscono usi e funzioni senza ricorrere a muri o divisori.
Il soggiorno, la cucina e la zona pranzo convivono in uno spazio unico, fluido ma calibrato, con sedute basse, tavoli di ampie proporzioni e materiali tattili. L’uso della pietra locale, unito a superfici in calce e cemento pigmentato in una tonalità uniforme, restituisce una sensazione di calma, accentuata dal contrasto con la luce mutevole del giorno.
La casa si apre verso gli alberi della Sierra de Madrid, rafforzando l’idea di un padiglione immerso nel contesto naturale. La facciata in malta di calce e il calcestruzzo costruiscono un linguaggio unitario, che si sposa con interni pennellati da morbide sfumature beige e color crema.
La scala metallica, “come una nave”, non solo collega i piani: è un elemento luminoso e scultoreo che racconta la verticalità come esperienza percettiva
Una scala in acciaio, definita dagli architetti “simile a quella di una nave”, sale con ritmo misurato. Più che collegare due piani, racconta la verticalità come esperienza sensoriale e si comporta come una scultura che dirige lo sguardo verso l’alto.
Al livello superiore, la casa cambia tono. Gli spazi diventano più raccolti, la luce più precisa, i mobili si concentrano in isole indipendenti. Tavolini, consolle e nicchie sospese scandiscono pause e soste. È un livello che, come dice l’architetto Lorenzo Gil, “sembra galleggiare quando sotto tutto è aperto”.
Casa Bonanza è una riflessione sul vivere mediterraneo tradotta in un linguaggio contemporaneo. Un progetto che rifiuta la retorica della trasparenza per scegliere una “permeabilità misurata”. Un’idea di comfort fondata sull’equilibrio tra esposizione e riparo.