CASE
Prospect Park West

A Brooklyn, Vellum Studio firma un appartamento pensato come un pied-à-terre dal carattere sobrio. Nel quale lavorazioni su misura, opere d’arte e design iconico convivono con naturalezza

In un edificio neoclassico degli Anni 20, Prospect Park West è un appartamento affacciato sullo storico parco di Brooklyn da cui prende il nome. Proprio questa prossimità è diventata la matrice progettuale di un intervento che rilegge l’idea di loft newyorkese attraverso un linguaggio misurato, orientato alla quiete e alla continuità visiva con il paesaggio. 

Progettata da Vellum Studio come pied-à-terre per un dirigente attivo nel settore creativo, l’abitazione nasce da un brief che richiedeva interni capaci di riflettere la palette naturale del parco. Questa richiesta si è tradotta in una sequenza di ambienti coerenti, caratterizzati da cromie tenui, texture morbide e lavorazioni in legno e metallo su misura. 

Un altro obiettivo era quello di ottenere un’atmosfera raccolta e rilassante, evocando la qualità di una suite alberghiera. Una sfida che Ronit Lee, il fondatore di Vellum, ha affrontato mettendo a punto una serie di modifiche spaziali, ma preservando i dettagli architettonici originali della residenza.

La casa aveva due camere da letto: in quella principale armadiature integrate con illuminazione interna definiscono oggi un’area guardaroba e schermano la lavanderia dai servizi. La seconda stanza è stata riconfigurata in un ufficio domestico, con contenitori a parete e scaffalature che ottimizzano lo spazio.

A dominare sono un minimalismo caldo e colori neutri – beige, avorio, sabbia, grigio – con tocchi di rosso tenue, arancione bruciato e rosa cipria. Nuance che catturano i toni autunnali degli alberi visibili dalle finestre, portandoli dentro casa. 

Il design include mobili e oggetti di epoche diverse, con pezzi di spicco come un tavolo in marmo di Angelo Mangiarotti nella zona pranzo. E ancora, una panca di Vincenzo de Cotiis e tavolini da cocktail di Jacques Jarrige.

Opere d’arte astratte di Maja Ruznic e Marisa Purcell completano l’allestimento, iniettando dosi di colore nelle zone giorno e notte. Nel bagno, una seduta Roly-Poly di Faye Toogood aggiunge un tocco scultoreo.

E se le lavorazioni metalliche di Shelton Studios consentono di nascondere un televisore, gli arredi in legno realizzati da J. Pickens, in particolare nello studio, massimizzano lo spazio evitando l’ingombro visivo.