Il fondatore di studio Ebba, Benni Allan, disegna per sé una residenza monomaterica, che scommette sull’uso massivo di legno. Superfici ricche di venature sempre diverse definiscono pareti, pavimenti e arredi
In una ex fabbrica di tè nella zona est di Londra ha trovato casa Benni Allan, direttore di studio Ebba. L’open space, derivato da una prima riconversione dello stabile a inizio Anni 80, è completamente ridefinito dall’uso massivo del legno.
Gli interni sono rivestiti (quasi) interamente da doghe di abete douglas, essenza scelta per pavimenti, boiserie e per tutti gli arredi fissi più grandi. In alcune aree il parquet è diverso, realizzato con mogano di recupero proveniente da un altro progetto di Ebba. Gli ambienti risultano caldi e avvolgenti, anche grazie all’abbinamento del legno con intonaco beige e tessili naturali.
“Il legno è versatile, caldo e piacevole al tatto”, ha dichiarato Benni Allan. “La versatilità e il senso di artigianalità che questo materiale trasmette sono aspetti che non vengono apprezzati abbastanza. Questo progetto è diventato una sorta di saggio su come vivere con il legno, mettendo alla prova fino a che punto potessimo spingerci con un unico materiale in diverse applicazioni”.
La casa, chiamata Living with timber – vivere con il legno -, è composta da una zona giorno open. La cucina è dotata di grandi ante che all’occorrenza chiudono completamente la zona operativa. Il soggiorno è il cuore dell’abitazione e dichiara apertamente la sua vocazione espositiva. Benni Allan infatti ha spiegato che il suo appartamento è pensato come una galleria, dove lui stesso e alcuni designer-amici possono esporre e proporre le proprie creazioni.
Per questo i mobili sono pezzi di ricerca, spesso prototipi o pezzi unici che Allan realizza nel suo laboratorio, una stanza accanto al soggiorno.
Tra le proposte più interessanti la coppia di casse in legno realizzate in collaborazione con la start-up hi-fi Friendly Pressure e il produttore Our Department. Una è sospesa al soffitto su un sottile supporto argentato, mentre l’altra è appoggiata su un supporto metallico in stile brutalista della designer emergente Olivia Bossy.
La camera da letto, unico luogo privato dell’abitazine, è protetta da una porta scorrevole che si mimetizza con la boiserie. Deciso e repentino il cambio di linguaggio nel piccolo bagno, una stanza di servizio funzionale dal sapore industrial. Qui le superfici sono in microcemento, mentre wc e lavabo sono in acciaio inox.
Questo progetto è una “dichiarazione d’amore per il legno” chiosa Benni Allan, che nella sua casa londinese è riuscito a utilizzare l’abete in maniera contemporanea e sperimentale. Il risultato è un “effetto scatola” raffinato ed essenziale, che nonostante le premesse si distacca dall’estetica “all wood”di un classico chalet.