Nell’XI arrondissement di Parigi, lo studio Holzrausch trasforma una casa nascosta in un cortile in un rifugio intimo e silenzioso. Dove una scala scultorea, luce zenitale e una tavolozza materica rigorosa definiscono un interno dalle atmosfere zen
A Parigi, dietro un cancello chiuso, una casa con giardino si rivela come una tipologia insolita per la capitale francese. Immersa nel tessuto dell’XI arrondissement, questa residenza firmata dallo studio tedesco-austriaco Holzrausch diventa un’oasi di quiete. Una rapsodia in legno che si pone in sereno contrasto con il mondo esterno.
I proprietari hanno scoperto lo studio Holzrausch attraverso riviste di design, scegliendolo per una trasformazione radicale degli interni. L’obiettivo era chiaro sin dall’inizio: un ambiente calmo, atemporale, immune alle tendenze e alla spettacolarizzazione tipica degli “interni da Instagram”. Uno spazio in cui il progetto fosse definito da semplicità e coerenza materica.
L’intervento è stato profondo: circa l’80 per cento dell’esistente è stato demolito, conservando solo i solai in calcestruzzo come traccia della preesistenza. La facciata è stata ricostruita, sono stati introdotti nuovi lucernari e la struttura è stata ripensata per massimizzare l’ingresso di luce naturale.
Poiché tutte le finestre dell’edificio a L sono orientate verso il cortile, la luce zenitale è divenuta il tema centrale della strategia architettonica. Un daylighting che ha guidato la geometria di una scala centrale, ondulata e scultorea, rivestita in rovere, che funziona come spina dorsale della casa e canale di luce. Collocata sotto un lucernario, la scala convoglia e distribuisce la luce dall’alto ai quattro livelli dell’abitazione, trasformando un dispositivo funzionale in gesto poetico e strutturante.
La casa misura circa 350 metri quadrati, distribuiti su quattro piani, e si apre su un giardino che prolunga il percorso dal portone alla soglia. L’ingresso immette in un salone sul lato sinistro e in una cucina sul lato destro, organizzata attorno a un lungo tavolo comune.
Nella bella stagione, le grandi aperture verso il giardino dissolvono i confini, generando una condizione di living indoor–outdoor rara nel contesto urbano parigino. Il layout è calibrato per una famiglia di quattro persone, con quattro camere e quattro bagni, e una sequenza di spazi che alterna momenti di condivisione a zone più intime.
Gli interni sono definiti da una tavolozza estremamente contenuta: rovere, intonaco, pietra e acciaio inox in cucina. Il calcestruzzo rimane come fondale e memoria della struttura originaria, mentre le nuove superfici in gesso, il rivestimento ligneo e gli elementi in pietra disegnano una topografia materica rigorosa. Gli elettrodomestici sono completamente integrati dietro ante in legno, l’illuminazione è quasi esclusivamente a incasso, gran parte dell’arredo è realizzato su disegno e inglobato nell’architettura. Il risultato è una lettura spaziale continua, in cui volumi e superfici si susseguono senza interruzioni.
Holzrausch persegue una sorta di sensibilità zen, vicina a certe atmosfere giapponesi. Nasce così un ambiente rarefatto, dove la percezione è affidata alla luce, alla tattilità dei materiali, alle proporzioni. In questo contesto, la scala non è un semplice oggetto scultoreo, ma un dispositivo che orchestra l’esperienza. Dalle vedute dall’alto verso il tavolo da pranzo, alle prospettive dal basso verso il lucernario, fino allo sguardo che si apre verso il cielo e il profilo dei tetti di Parigi.
La genealogia del progetto affonda nelle origini dello studio. Nato come piccola falegnameria, Holzrausch si è evoluto in una pratica integrata che riunisce sotto lo stesso tetto progettazione, carpenteria e realizzazione. Questo controllo ravvicinato del processo, dalla concezione al dettaglio esecutivo, si riflette nella precisione con cui sono stati elaborati gli elementi su misura, a partire dalla scala, prodotta in una manifattura in Baviera e assemblata in loco.
La dimensione internazionale del progetto enfatizza ulteriormente il carattere artigianale dell’insieme. Gli stucchi sono realizzati da maestranze italiane, i pavimenti e parte dell’illuminazione provengono dalla Danimarca, mentre gli elementi in rovere e gli arredi fissi sono sviluppati e coordinati dal team interno dello studio.
In un contesto urbano saturo e rumoroso, la casa parigina di Holzrausch si configura così come un manifesto di semplicità. Qui il lusso non si esprime per accumulo, ma per sottrazione. Nessun elemento ridondante, solo una sequenza controllata di spazi in cui ogni dettaglio è il risultato di una scelta ponderata.