Negli East Hampton, Helena Clunies-Ross reinterpreta la casa di Natalie De’Banco, founder del fashion brand Bronx and Banco
Negli East Hampton, a New York, la designer australiana Helena Clunies-Ross reinterpreta una casa immersa tra pini e oceano come rifugio creativo per Natalie De’Banco, fondatrice del brand di moda Bronx and Banco.
L’incarico, tutt’altro che convenzionale, chiedeva di trasformare un’abitazione datata in un “santuario di benessere”, capace di invertire la logica del lavoro della sua proprietaria: non mondanità ma quiete, non performance ma rigenerazione. Il progetto – un ampliamento e una revisione quasi totale dell’esistente – nasce dall’intenzione di connettere architettura e paesaggio.
Elemento fondativo è il ciliegio rosa preesistente, preservato e ora incorniciato da vetrate a tutta altezza: l’edificio si dispone intorno all’albero, avvolgendolo. Da qui prende forma quella che Clunies-Ross definisce “filosofia calma”, un approccio che usa luce, ombra e materiali naturali come dispositivi emotivi.
L’atmosfera richiama Bali, luogo nel quale De’Banco si rifugiava per disegnare le sue collezioni: volumi essenziali, grandi aperture sul paesaggio, una tavolozza di verdi scuri, marroni e tonalità crema che smorza ogni accento brillante e favorisce concentrazione e riposo.
Il materiale diventa il vero linguaggio del progetto. Pietra, legno e lino definiscono superfici tattili, schermi in listelli di legno regolare filtrano la luce, trasformando il sole diretto in una luminosità diffusa da spa e insieme garantendo privacy e controllo delle visuali. Le lamelle guidano lo sguardo verso punti di attenzione accuratamente costruiti: una nicchia per la meditazione, un’area bagno scultorea, inserti di verde integrato che sfumano il confine tra la casa e il giardino.
Nel livello inferiore, la zona benessere è pensata come un percorso sequenziale: ingresso ispirato all’hotel Amankila a Bali, spazi di meditazione, spa completa con sauna, cold plunge, palestra. L’uso della luce, calibrata su toni bassi e ombre morbide, sostiene una sensazione di sospensione e raccoglimento.
Il bar-speakeasy, che all’occasione si trasforma in home-cinema, introduce un cambio di registro intenzionale: un ambiente più scuro e avvolgente che controbilancia la trasparenza dei piani superiori e suggerisce che il riposo passa anche attraverso il ritiro.
Al piano terra, ogni scelta supporta l’idea di una “kitchen-living” non utilitaristica ma conviviale e aperta. Un’ampia isola in quarzite si allinea a grandi superfici vetrate prive di pensili superiori, eliminando ogni ingombro visivo. Un divano su misura a L dialoga con l’isola e definisce una zona giorno continua, punteggiata da arredi e antichità balinesi selezionati da De’Banco durante i suoi viaggi. Un lampadario disegnato ad hoc agisce come scultura luminosa e fulcro spaziale.
Anche l’esterno è ripensato per risultare quasi “invisibile” nella sua costruzione. La piscina viene completamente ristrutturata, il deck sostituito con legno di mogano, e una serie di gradini in cemento galleggianti, alti tre metri, conduce all’ingresso enfatizzando l’asse visivo principale.
La facciata, schermata da pini più piccoli e dotata di pannelli solari in copertura, viene ricomposta per appartenere in modo naturale al contesto boschivo. Una statua di Buddha alta sei piedi, proveniente da Bali, presiede la piscina e dichiara la vocazione meditativa dell’intervento.
Il risultato è una casa-rifugio pensata non solo per la sua proprietaria ma per chiunque viva di processi creativi. Uno spazio in cui isolarsi dal ritmo urbano, attraversare un paesaggio di luce e materia, e ritrovare, nella relazione calibrata tra interni e natura, una forma di calma fertile, vocata alla creatività.