CASE
SoHo Residence

Workstead trasforma un loft industriale del primo Novecento in una residenza contemporanea e sofisticata. In dialogo con lo skyline di New York

A SoHo, all’interno di un edificio del 1910, Workstead trasforma un loft industriale in una residenza che rilegge il carattere originario dello spazio attraverso un linguaggio domestico misurato e coerente. Un tempo magazzino e poi studio per artisti, l’appartamento conserva proporzioni profonde e una luce naturale filtrata solo dalle estremità est e ovest.

L’intervento nasce proprio da questa sfida: introdurre ordine, intimità e calore senza compromettere l’identità industriale dell’involucro, fatto di mattoni a vista e robuste travi in legno. Per farlo, lo studio definisce un sistema architettonico capace di riorganizzare lo spazio e costruire una nuova gerarchia.

“Parte della soluzione è stata integrare un linguaggio per le pareti interne: un sistema di pannellature che richiama, in modo discreto, le impalcature che scandiscono lo skyline in continua evoluzione di New York”, spiegano da Workstead.

Questa struttura, scandita da profili in rovere che disegnano una griglia verticale e orizzontale, introduce ritmo, articolando gli ambienti senza interromperne la fluidità. Allo stesso tempo, integra impianti e illuminazione, trasformando un elemento tecnico in dispositivo spaziale.

L’organizzazione della pianta risponde alla necessità di portare luce al centro del loft. Gli ambienti più privati – bagno e cabina armadio – si collocano lungo il lato sud e si racchiudono all’interno del sistema pannellato. Sopra, una fascia di finestre interne permette alla luce naturale di attraversare tutto l’appartamento.

All’interno della cabina armadio, arredi ribassati lasciano emergere porzioni di muratura originale, rafforzando il dialogo tra il nuovo intervento e la struttura esistente. Il bagno, invece, stabilisce un legame più sottile con la storia del quartiere, evocando l’essenzialità degli spazi legati alla figura di Donald Judd.

Il progetto costruisce la propria identità attraverso una palette materica stratificata. Intonaci a calce, superfici verniciate e legni masselli variano leggermente da ambiente a ambiente, mantenendo una continuità visiva. I pavimenti in frassino e rovere chiaro amplificano la luce disponibile, mentre arredi su misura e dettagli in ottone definiscono un linguaggio preciso e calibrato.

“L’illuminazione custom e una selezione di arredi e pezzi vintage contribuiscono a costruire una sensibilità contemporanea, in dialogo con l’identità intrinseca dell’edificio”, continuano dallo studio.

Attraverso una nuova organizzazione della luce e dell’uso dei materiali Workstead ridefinisce i limiti tipici del loft, trasformandolo in uno spazio ordinato e leggibile. Ne emerge un interno che conserva la memoria industriale di SoHo, ma la restituisce in una dimensione più intima, calibrata sulle esigenze del vivere contemporaneo.