Non solo calce bianca. Questa abitazione, costruita in pietra locale e ristrutturata da Doriza Design, mostra un altro lato autentico della Grecia di metà Ottocento
Se i muri antichi potessero parlare racconterebbero storie di incontri e scontri di culture, di popoli che cercano una casa lontano dalla terra di origine, di civiltà che nascono e muoiono. Certamente lo farebbero le pareti in pietra della Drakoni House, un piccolo edificio a Creta, nel villaggio di Pines, zona orientale dell’isola. Un’abitazione tradizionale che si distacca completamente dall’immagine della casa greca bianca con tetto a cupola per raccontare una storia diversa, di una campagna vitale a pochi passi dal mare.
La costruzione è fatta interamente di pietra locale chiamata akoni, ma il suo nome ricorda anche la famiglia che qui ha vissuto, quella di Mavrogiorgis Drakonakis. Gli avi dell’attuale proprietario, sei generazioni addietro, costruirono qui la propria umile dimora. A certificarne la data di edificazione la chiave di volta dell’arco a sesto acuto che divide i due locali interni, che riporta l’iscrizione 1864.
Dal 1920 la casa non è stata più abitata ed è stata utilizzata unicamente come stalla per gli animali fino a oggi. Gli eredi hanno pensato di recuperarla e farla diventare un alloggio per le vacanze, mantenendo il più possibile intatta la sua estetica. Il progetto, rispettoso delle preesistenze, è stato affidato allo studio Doriza Design.
All’esterno i muri sono stati semplicemente rinforzati e, ovviamente, sono state ricostruite le porzioni crollate cercando di recuperare la pietra originale. Gli interventi più massicci hanno riguardato l’apertura di nuove finestre, per portare abbastanza luce e aria all’interno, e la realizzazione di una terrazza sul tetto piano.
Le porzioni aggiunte, come la ringhiera di sicurezza del piccolo rooftop, sono strutture metalliche molto leggere ed essenziali. Minimamente invasive, sono immediatamente identificabili come moderne e permettono di continuare a leggere la forma primigenia della Drakoni House.
Le pareti, dove si è ritenuto necessario, sono state rivestite di intonaco idraulico. Seguendo la stessa strategia adottata sulle facciate, i segni della modernità e gli interventi necessari per l’inevitabile riadattamento funzionale emergono puntualmente e naturalmente. Si nota la scala a sbalzo che collega i livelli, gli elementi in muratura liscia che creano la base di alcuni arredi fissi (i sofà, i comodini ai lati del letto), mentre i mobili non interferiscono con l’ambiente arredandolo in modo estremamente semplice, con un mood che ha qualcosa di primitivo.
Sottolineano infine i progettisti: «Sebbene i nuovi interventi siano enfatizzati, i materiali di costruzione sono stati scelti affinché nel tempo si usurino e mutino aspetto. Il metallo diventerà ossidato, l’intonaco si aprirà in crepe, ogni cambiamento contribuirà a creare sempre maggiore equilibrio».