Il nuovo studio di Cox Architecture mostra come la sostenibilità possa guidare il progetto senza limitarne la qualità. Materiali leggeri in carbonio, riuso, artigianato e cultura locale costruiscono un progetto in armonia con l’ambiente
Lo sede di Adelaide, in Australia, dello studio Cox Architecture dimostra come una strategia progettuale fondata su rigore ambientale e qualità estetica possa tradursi in un luogo di lavoro identitario, calibrato e sorprendentemente poetico.
Nel cuore di Wyatt Street, il fitout è stato misurato lungo l’intero ciclo di vita dei materiali, raggiungendo un’impronta ambientale ridotta e la massia sostenibilità. Un risultato che non discende da un unico gesto, ma da una serie di scelte mirate, dove ogni componente è valutato per il proprio peso funzionale ed emissivo.
Il principio guida è “fare di più con meno”: ridurre i materiali ad alto contenuto di carbonio, privilegiare quelli rinnovabili e considerare ogni spazio come unità di misura per interrogare criticamente il progetto. Da qui l’impiego di pavimenti in sughero e moquette riciclata, le strutture in acciaio e alluminio sono limitate al minimo, sostituite da montanti lignei e MDF prefinito per la falegnameria. Una scelta che riduce le emissioni e introduce una tessitura materica calda, coerente con l’identità dello studio.
In un gesto inatteso ma rigoroso, Cox integra anche il mattone negli interni: un materiale locale, tattile, che varia continuamente alla luce naturale e aggiunge massa termica e durabilità. Questa dimensione sensoriale si intreccia con un impegno a favore dell’economia locale: artisti, designer e artigiani sono stati coinvolti per modellare arredi su misura e dettagli che conferiscono allo spazio un carattere distintivo, tra cui le maniglie realizzate a mano e la vegetazione curata da una designer di piante indoor. Mentre le finestre apribili, essenziali ma efficaci, riportano la ventilazione naturale al centro dell’esperienza quotidiana.
La sostenibilità si estende oltre l’uso responsabile delle risorse. Il progetto incorpora un dialogo autentico con la cultura etnica locale, attraverso la collaborazione con un’anziana aborigena e un artista Kaurna per l’inclusione di un’opera di cinque metri e la denominazione delle sale in lingua locale. Un gesto che radica lo spazio nel suo contesto e riconosce la storia del luogo, ampliando il concetto stesso di sostenibilità.
Il risultato è uno studio che unisce precisione progettuale ed emozione, dove ogni scelta materiale e ogni collaborazione racconta un impegno integrato verso l’ambiente e la comunità. La sede di Cox non presenta la sostenibilità come vincolo, ma come motore creativo. E dimostra che la decarbonizzazione non sottrae qualità al progetto: la rivela con rispetto e autenticità.