I cinquant’anni di Marchi Cucine diventano l’occasione per leggere una nuova idea di abitare domestico. Caldo, cozy e molto elegante
Nel 2026 Marchi Cucine raggiunge il traguardo dei cinquant’anni. Un passaggio che offre l’occasione per osservare con maggiore chiarezza l’evoluzione del linguaggio domestico, in particolare nello spazio cucina, dove si concentrano molte delle trasformazioni più evidenti.
Il cosiddetto “cottage feeling” si inserisce in questo quadro come una tendenza concreta, che riguarda prima di tutto materiali, proporzioni e organizzazione dello spazio. Il riferimento alla casa di campagna si traduce in scelte precise: uso esteso del legno, superfici opache, palette cromatiche desaturate, elementi a vista e una progettazione che privilegia la leggibilità degli arredi. La cucina è vista anzitutto come uno spazio operativo progettato per l’uso quotidiano, con una forte attenzione all’atmosfera, ma anche alla disposizione concreta degli elementi.
All’interno del percorso dell’azienda, questo orientamento trova una sintesi nella recente collezione Cottage, introdotta sotto la direzione di Flora Marchi. I modelli sviluppano un linguaggio riconoscibile, costruito su elementi modulari e un equilibrio tra riferimenti tradizionali e impostazione contemporanea.
Si tratta di un’evoluzione che si collega a una storia più ampia. Fin dagli Anni 80, con le prime collezioni ispirate al mondo country, Marchi Cucine ha costruito un’identità legata alla dimensione domestica e alla centralità della cucina. Un percorso che ha attraversato diverse fasi – dalle interpretazioni più decorative fino alle riletture più essenziali – mantenendo costante l’attenzione per la qualità artigianale e per la durata dei prodotti .
Il “cottage feeling” di Marchi Cucine rappresenta oggi una declinazione aggiornata di questo approccio. Non introduce elementi scenografici, ma lavora piuttosto sulla chiarezza progettuale e sulla consistenza degli elementi (tra profili di diverso spessore, maniglie differenti per forma e finitura, accessori), rispondendo a una domanda crescente di ambienti domestici più caldi, accoglienti e soprattutto orientati all’uso – reale – quotidiano.