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Yearly Plan Showroom

A Shanghai, Shisuo Design Office organizza uno showroom di moda attraverso una barra in acciaio di quasi cento metri. Un segno forte, che struttura lo spazio e le funzioni dello store

Una linea sospesa attraversa lo spazio, lo piega, lo misura. È questo gesto architettonico a caratterizzare lo showroom di Yearly Plan – un brand indipendente di moda – a Shanghai. Uno spazio che Shisuo Design Office rilegge come ambito multidimensionale, dove esposizione, movimento e percezione coincidono.

Il dispositivo ordinatore di questo store di circa 200 metri quadrati è una barra sospesa continua in acciaio, lunga quasi cento metri, che segue muri e pilastri, devia, cambia quota, intercetta gli impianti. La sua continuità non è solo geometrica ma operativa: un segno architettonico che connette ambiti e funzioni differenti in una sequenza continua.

All’interno di questa struttura, lo spazio si organizza per soglie sottili, quasi impercettibili. Il movimento nello showroom è guidato dalle variazioni di quota e dall’orientamento della barra in acciaio. Il flusso di circolazione coincide con l’esposizione, come l’atto del guardare le creazioni esposte coincide con il movimento.

Alcuni dispositivi introducono scarti percettivi mirati. Gli specchi in acciaio inox, con le loro sfaccettature, non restituiscono un’immagine unitaria. La scompongono invece in rifrazioni multiple, frattali che rendono mutevole la relazione tra corpo, abito e spazio. Il risultato è una percezione temporanea e cangiante, costruita per frammenti successivi più che per visioni d’insieme.

Il progetto lavora su una grammatica materica essenziale. I basamenti in cemento, compatti e irregolari, stabiliscono punti di ancoraggio visivo e fisico. A questa densità si affianca la continuità lineare dell’acciaio, sottile e sospesa, che definisce il sistema senza mai chiuderlo. Il legno, utilizzato per rivestire le superfici verticali con listelli tinti a mano, costruisce un campo di fondo omogeneo, un elemento di regolazione e ordine.

Gli abiti, elementi mobili e temporanei, si inseriscono in questo equilibrio come terzo termine, introducendo una variabilità controllata all’interno di un sistema fortemente strutturato. Ma il progetto non costruisce un’immagine riconoscibile nel senso commerciale del termine. Anche l’elemento più identificabile, la barra sospesa, non è un supporto espositivo decorato o enfatizzato, ma un gesto architettonico che definisce lo spazio e le sue relazioni.

Allo stesso modo, i basamenti in cemento sono oggetti con una propria autonomia formale e anche gli specchi riflettono lo spazio e lo rendono più complesso. In questo modo, lo showroom si sottrae alla logica stagionale delle collezioni, e assume una durata diversa, più vicina a quella di un’installazione permanente.

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LINK SUPPLEMENTARI
www.designboom.com/architecture/continuous-steel-rail-shanghai-showroom-sculptural-interior-freehand-drawing-yearly-plan-shisuo/