Due scultorei volumi angolari in cemento nero definiscono Casa Mavra a Valle de Bravo, in Messico. Un progetto di Taller Alberto Calleja
Casa Mavra, progettata da TAC Taller Alberto Calleja e immersa nei boschi di Valle de Bravo, è un’architettura che scolpisce il paesaggio. Due volumi angolari in calcestruzzo pigmentato nero – disposti a X – si aprono verso il panorama e allo stesso tempo si radicano con forza nel terreno, definendo una presenza monolitica e scultorea.
Il progetto nasce da un gesto primario: un muro continuo che accompagna la sequenza d’ingresso, innalzandosi gradualmente mentre una lama d’acqua scorre lungo i gradini. Questo elemento guida il visitatore dall’esterno al cuore della casa e, proseguendo nel suo sviluppo, si trasforma nelle falde inclinate delle coperture, diventando la matrice compositiva dell’intero edificio.
La presenza della lama d’acqua lungo il percorso d’ingresso introduce una dimensione sensoriale, mentre le aperture zenitali e laterali modulano l’illuminazione interna
La casa si articola in due ali distinte ma integrate. A ovest un volume orizzontale ospita le funzioni sociali: soggiorno, pranzo e cucina si affacciano su una costellazione di patii incorniciati da vegetazione, spazi che sfumano il confine tra interno ed esterno e garantiscono luce e aria lungo tutta l’estensione dell’edificio.
A est si sviluppa invece la zona notte, organizzata attraverso lunghi corridoi e nodi di connessione che creano un ritmo di aperture e chiusure. Strategici tagli circolari e geometrici nelle coperture e nelle pareti lasciano filtrare la luce – e talvolta anche la pioggia – generando momenti di sospensione e continui cambiamenti atmosferici che scandiscono la giornata.
La materia è protagonista assoluta: il calcestruzzo pigmentato nero lasciato a vista, segnato dalle casseforme, conferisce compattezza e gravità visiva, ma si alleggerisce grazie alle ampie superfici vetrate che incorniciano il paesaggio e portano luminosità negli interni.
Il calcestruzzo pigmentato nero unifica pareti, coperture e superfici orizzontali in un’unica massa leggibile
Le superfici opache e quelle trasparenti convivono in un equilibrio misurato, costruito sulla tensione fra peso e leggerezza, fra una volumetria severa e l’apertura verso la natura circostante. Ai terminali dei due bracci, pareti completamente trasparenti si aprono su piccole terrazze in legno e affacci panoramici: un salotto open air accanto alla suite principale e una piccola piscina a servizio della zona giorno.
Il cemento nero a vista crea un forte contrasto sia con il verde circostante sia con la luce che filtra attraverso aperture circolari
Questa tensione tra introspezione e apertura, tra controllo e permeabilità, definisce l’identità di Casa Mavra: un organismo che assorbe la luce mutevole del bosco, accompagna il mutare del clima e trasforma la propria massa in un dispositivo sensoriale.
Casa Mavra appare così come un oggetto scultoreo che trova il proprio equilibrio nell’abitare il paesaggio con discrezione, raffinatezza e un’esattezza progettuale che esalta la potenza del gesto architettonico. Senza rinunciare alla qualità dell’esperienza quotidiana.