CASE
Villa Parque

H3O Architects recupera una casa modernista a Barcellona. Geometrie oblique, nuove connessioni spaziali e un attento lavoro sulle quote convergono in un progetto unitario

H3O Architects trasforma una casa modernista del primo Novecento nel quartiere di Gràcia, a Barcellona, attraverso una sequenza di scarti geometrici che generano un sistema di relazioni fra interno, vegetazione e landscape urbano.

In particolare, il progetto interviene su una residenza unifamiliare storica affacciata su un parco pubblico, lavorando sulla ridefinizione degli spazi domestici e l’aggiornamento energetico dell’edificio. L’operazione evita sia la conservazione filologica sia la sovrascrittura contemporanea, scegliendo invece una trasformazione per innesti successivi.

Le modifiche più rilevanti riguardano infatti il rapporto tra casa e giardino. Aperture ampliate, nuove connessioni esterne, riduzione delle compartimentazioni interne e una diversa distribuzione delle funzioni costruiscono un organismo più permeabile ed esposto alla luce.

L’intervento si organizza attraverso una precisa articolazione delle quote. Il livello superiore concentra gli spazi collettivi e di relazione, aperti verso l’esterno attraverso superfici vetrate e affacci sul verde. Il piano inferiore assume invece una condizione più raccolta e materica, quasi direttamente ancorata al terreno. Non si tratta, tuttavia, solo di una distinzione funzionale. La casa costruisce due differenti modalità di abitare: una più aperta, luminosa e paesaggistica, l’altra più introversa e tattile.

Per creare questa continuità tra architettura e giardino H3O Architects lavora sulla progressiva dissoluzione dei limiti. I percorsi esterni prolungano gli allineamenti interni, le aperture ridefiniscono le profondità visive e la vegetazione entra costantemente nella percezione degli ambienti domestici. Più che produrre un segno riconoscibile, il progetto mette in relazione elementi diversi e accompagna il passaggio tra parti nuove e struttura esistente.

Il trattamento dei materiali segue la stessa logica. L’intervento conserva diversi elementi originari della casa, tra cui i pavimenti in mosaico e parte delle decorazioni, integrandoli con superfici contemporanee dai toni neutri e inserti lignei utilizzati soprattutto negli arredi. Il calcestruzzo, la pietra e le superfici minerali esterne rafforzano il rapporto con il giardino e con il terreno, mentre gli interni mantengono una palette ridotta che evita contrasti espliciti.

Gli interni sono costruiti attraverso un linguaggio controllato, in cui architettura e arredo tendono a convergere. Cucina, librerie, elementi contenitivi condividono la stessa sintassi geometrica, basata su inclinazioni, linee spezzate e raccordi obliqui. La scelta produce ambienti molto coerenti, nei quali ogni elemento sembra derivare da un unico sistema compositivo.

Accanto al lavoro spaziale e linguistico, il progetto introduce anche un aggiornamento tecnico dell’edificio. Isolamento dell’involucro, copertura ventilata, impianto aerotermico e sistemi di recupero dell’acqua piovana vengono integrati in modo da incorporare la componente energetica nella logica generale della riqualificazione, senza produrre sovrastrutture tecnologiche visibili.