Dalla cucina al living, dal bagno all’outdoor, la visione di Modulnova supera il singolo prodotto per confrontarsi con lo spazio abitativo nel suo insieme. Creando progetti a misura d’uomo
Fondata nel 1988 dai fratelli Presotto, Modulnova ha costruito nel tempo un percorso coerente e riconoscibile nel panorama del design, ampliando progressivamente il suo raggio d’azione dalla cucina a un sistema integrato che comprende living, bagno e outdoor. Alla base c’è un approccio che unisce cultura del progetto, innovazione e ricerca dei materiali e attenzione alla dimensione umana dell’abitare, accompagnando la crescita internazionale del brand senza perdere il legame con il made in Italy. Di questa visione parliamo con Dario Presotto, presidente e co-founder di Modulnova.
Lavorate su cucina, living, bagno e outdoor. Come si governano oggi ambiti così diversi mantenendo un’identità riconoscibile?
Negli ultimi anni è cambiato radicalmente il modo di pensare lo spazio abitativo. I diversi ambienti mantengono funzioni differenti, ma per noi non ha più senso affrontarli come ambiti separati. Abbiamo sentito la necessità di superare gli schemi tradizionali per lavorare su un sistema integrato di progettazione, legato all’architettura che lo ospita. Il prodotto non viene più inserito “dentro” lo spazio, ma l’uno e l’altro vengono concepiti insieme.
Quindi il progetto viene prima del prodotto?
Assolutamente sì. Il fulcro non è il singolo elemento d’arredo – per quanto ricercato – ma il miglior progetto possibile per uno specifico spazio e una specifica persona. Per questo non esistono per noi prodotti più “lussuosi” di altri, ma sistemi che permettono di costruire contesti abitativi coerenti con il modo in cui verranno vissuti. Spazi in cui la bellezza prende forma attraverso la costruzione di un progetto perfetto.
Un modo evoluto di leggere l’abitare
Senza dubbio. Oggi la casa è un ambiente intimo, dove si torna per stare bene. E stare bene significa riconoscersi nello spazio che si abita. A fare la differenza non sono le dimensioni o la tipologia, ma il modo in cui una persona vive gli ambienti. Il nostro lavoro è capirlo e tradurlo in soluzioni a misura delle aspettative.
Questo presuppone molte opzioni in termini di materiali e finiture
Negli anni abbiamo costruito una materioteca molto ampia e una vasta libreria di colori e finiture, ma soprattutto la capacità di creare combinazioni che funzionano bene insieme. Utilizzando anche materiali eterogenei, dalla pietra ai metalli ai legni oliati, per costruire progetti fortemente personalizzati ma che allo stesso tempo portano il segno dell’identità Modulnova.
Dietro questa libertà formale c’è anche una grande capacità di ingegnerizzazione
Sì, ed è fondamentale. Fin dal 2013 abbiamo deciso di creare una struttura interna per poter sperimentare con la massima libertà. Questo ci ha permesso di sviluppare soluzioni innovative, come ad esempio le nostre ante in pietra alleggerite, e sistemi d’arredo che si integrano con l’architettura. Il processo è chiaro: concept, disegno, ingegnerizzazione, industrializzazione. Senza tutto questo, la libertà progettuale è un’idea magari anche brillante, ma destinata a rimanere sulla carta.
Alcuni ambienti, peraltro, hanno anche una forte componente tecnica
Soprattutto l’outdoor, dove lavoriamo con strutture in acciaio e soluzioni ad alta resistenza alle intemperie. In questo ambito abbiamo sperimentato anche materiali inconsueti, come il gres, che all’estetica unisce prestazioni e durata.
Quali aspetti contano di più oggi nello sviluppo delle nuove collezioni?
È l’insieme che crea valore. Con il tempo ho capito che non esiste un elemento dominante. Uno spazio funziona quando le proporzioni sono giuste, gli accostamenti sono fluidi, i materiali dialogano tra loro. Torniamo, ancora una volta, al progetto come strategia disegnata sulla persona.
Come si trasferisce al mercato un approccio così articolato?
Il punto di contatto, e di conseguenza la chiave di accesso, è la distribuzione. Non parlando direttamente con il cliente finale, il nostro lavoro è trasferire competenze, valori e visione a rivenditori e progettisti. Questo spiega anche l’impostazione dei nostri showroom: non semplici esposizioni, ma spazi abitativi.
Com’è andata la Design Week?
Abbiamo rinnovato completamente lo showroom milanese, non solo nelle collezioni ma anche nella struttura, con novità su programmi, materiali, superfici, sistemi di storage e illuminazione. Un’evoluzione coerente con il nostro pensiero progettuale, ma arricchita da nuove suggestioni formali e materiche.
Questo articolo è estratto da The Book 31. Sfoglia il magazine