CASE
Residenza Sint-Anna

Lo studio belga Decancq-Vercruysse trasforma una townhouse Anni 70 a Kortrijk. L’inversione dei livelli eleva il living sopra le chiome degli alberi, mentre vetrate e terrazze sospese portano il paesaggio in casa

Fu una fortuna che una sera, in un verdeggiante sobborgo di Kortrijk, in Belgio, l’architetto Emiel Vercruysse accompagnasse degli amici a visitare una casa in vendita. Il quartiere e la strada sembravano perfetti per loro e per ciò che cercavano: una vita più tranquilla e a contatto con la natura.

Il terreno, ricco di alberi secolari e impreziosito da un giardino rigoglioso, era un altro punto a favore. Ma con le sue facciate che accostavano doghe in legno e una trama di mattoncini verniciati di bianco, l’edificio degli Anni 70 – diviso com’era in due appartamenti con piccole finestre e soffitti bassi – non rispondeva a molti dei requisiti richiesti, pur offrendo il vantaggio di un costo ben al di sotto del budget previsto.

Affacciandosi alla finestra del primo piano, Vercruysse intuì, però, un potenziale nascosto. Era il crepuscolo e mentre le forme degli alberi si trasformavano gradualmente in ombre, le luci delle abitazioni e dei distretti vicini cominciavano ad accendersi, ricordandogli il suggestivo panorama di cui si gode dalle colline di Los Angeles. In quel momento l’architetto – fondatore dello studio Decancq-Vercruysse insieme a Hannes Decancq – si immaginò una residenza aperta, capace di offrire una vista a 360 gradi e dotata di terrazze sospese.

“Si poteva rendere omaggio al paesaggio aprendo la casa verso di esso”: questa l’idea. Alla fine quelli che erano solo possibili clienti si convinsero ad acquistare, ed è così che il progetto Sint-Anna è andato in porto. Si è proceduto in primo luogo alla sostituzione del tetto: un intervento strutturale necessario per alzare i soffitti di mezzo metro e ricavare finestre più grandi e numerose in ogni stanza. 

Altra scelta fondamentale è stata quella di invertire la planimetria in un’ottica non convenzionale: la zona giorno, composta da living, area pranzo e cucina a vista, è stata spostata al primo piano – un livello sopraelevato rispetto alle cime degli alberi –, mentre le camere da letto sono state collocate al piano terra. Un capovolgimento funzionale che ha comportato anche la creazione di una scala d’ingresso in cemento, che avvolge la dimora e conduce direttamente alla porta principale al piano superiore.

In risposta al susseguirsi delle stagioni, lo studio Decancq-Vercruysse ha poi disegnato interni flessibili e versatili, coniugando ambienti aperti per le calde giornate estive e altri più intimi per le lunghe notti invernali. Contraddistinti da una tavolozza di materiali che vede il calore del legno, il rigore del metallo, la trasparenza del vetro e le venature del marmo unirsi a pareti e soffitti chiari, gli spazi domestici sono collegati, sì, da una pianta fluida, ma ospitano superfici divisorie a doghe in frassino che possono essere regolate a piacimento, a seconda che si desideri allargare lo sguardo sull’esterno e far entrare più luce o che si abbia bisogno di una maggiore riservatezza.

Arredi di design ricercati e selezionati con cura completano e definiscono l’ambiente. Nella zona ufficio, ritagliata tra le calde boiserie, spicca l’intramontabile silhouette di una poltrona Eames. Nel salotto, una coppia di poltrone Utrecht blu di Gerrit Rietveld dialoga con la linearità di un divano modulare chiaro, un camino nero sospeso dal gusto contemporaneo e un tavolino da caffè in acciaio inox realizzato su misura. Un pezzo unico, quest’ultimo, che riflette con discrezione l’architettura della casa.