CASE
Hub creativo a Lambrate

A Lambrate la casa di Barbara Forni è una sintesi di creatività e rigore. Uno spazio che annulla il limite fisico tra la vita quotidiana, la passione per l’arte e l’attività di graphic designer

Nel luogo in cui un tempo si producevano le macchine da caffè e la Lambretta oggi sorge un quartiere la cui riqualificazione urbana ha fatto scuola. Stiamo parlando di Lambrate e nello specifico dell’area Ex Faema, nella parte nord est di Milano. Barbara Forni, artista e graphic designer, apre le porte della sua casa distribuita su due piani, all’interno del complesso. Tutt’intorno altre realtà ospitano attività vicine al mondo della creatività, dando vita a un interessante polo culturale e artistico, un volano estesosi poi a tutto il quartiere Lambrate/Ortica.

Il progetto, sia della casa che del quartiere, è firmato da un ex allievo di Ettore Sottsass: Gianluigi Mutti dello Studio Mutti & Architetti. La padrona di casa è rimasta specialmente colpita dalla bellezza del taglio degli spazi interni, molto luminosi e con grandi volumi dall’essenzialità spartana, nella quale si riconosce pienamente. Tutto riporta a Sottsass poiché anche Barbara Forni ha lavorato come graphic designer presso lo studio dell’architetto. Qui ha incontrato Sergio Menichelli con il quale nel 1996, insieme a Cristiano Bottino, ha fondato lo studio di grafica e comunicazione Studio FM Milano del quale è partner e art director, dedicandosi a progetti nei campi della moda e della cultura, ma soprattutto dell’architettura e del design.

La dimora di Lambrate è una casa studio, dove Barbara ritrova anche la sua dimensione di artista. Gli spazi suddivisi su due livelli ospitano atelier e zona notte in basso, living e cucina in alto, sotto il grande tetto spiovente. Abitare e creare si mescolano senza rigide divisioni e ovunque spuntano rotoli con progetti, lapis, matite, pennelli, dipinti, schizzi e prove grafiche. «La casa atelier è una sintesi perfetta perché consente di non tracciare un limite fisico tra la vita quotidiana, l’attività artistica e il lavoro di graphic designer, che per me sono praticamente la stessa cosa».

Per Barbara, che ha una formazione artistica con studi sia alla Scuola Politecnica di Design sia all’Accademia di Brera: «La pittura si svolge parallelamente al lavoro di graphic designer e art director. I temi della composizione e del colore mi appassionano molto e sono trasversali in entrambe le attività». I mobili sono ridotti all’essenziale e Barbara sottolinea che lo spazio architettonico le appariva così ben disegnato che, paradossalmente, l’arredo sembrava superfluo. «La trasparenza della casa è speciale, mi sono così abituata a questa condizione che ora faticherei a stare in un ambiente convenzionale, chiuso da pareti».

Entrando in questa particolare architettura industriale con soffitti zincati, putrelle a vista e cemento, salta subito all’occhio la scala in compensato marino, il Batipin, materiale molto povero, con una speciale venatura fiammata che si coniuga bene con l’ambiente. Batipin che è stato usato anche per la vasca da bagno. Il tutto sempre firmato Mutti & Architetti. Mentre la cucina in legno di betulla, sempre disegnata su misura, si affaccia sulla terrazza creando un effetto from within outward assai piacevole, informale e conviviale.

Libertà e rigore si mescolano negli ambienti. «La formazione della mia generazione ha basi profonde nella tradizione razionalista, contaminata però da correnti e ispirazioni diverse» sottolinea Barbara. E sono gli ambienti a raccontare la sua doppia anima, quella rigorosa del segno grafico e quella meno soggetta a regole dell’artista.