Dennis e Lotte Bruns di DAB Studio rinnovano una casa olandese Anni 20. Dove l’arte incontra la passione per il modernismo dei proprietari e dove sfilano icone del design e arredi ispirati allo stile della Amsterdam School
Una parete geometrica ispirata a Ettore Sottsass e una vecchia scala da frutteto trasformata in oggetto scultoreo caratterizzano una casa olandese degli Anni 20, rinnovata da DAB Studio. Il progetto d’interni si ispira allo stile della Amsterdam School, movimento nato nel 1910 con l’idea di creare un’esperienza architettonica totale, capace di coinvolgere tanto l’esterno quanto gli interni.
Collectors Home è ospitata in un edificio emblematico del movimento noto per l’uso espressivo del mattone e le forme scultoree e ne riprende con coerenza le linee orizzontali e le vetrate colorate. Anche la scelta degli arredi diventa parte integrante del racconto, dettando il ritmo con la stessa forza della palette cromatica, calda e avvolgente.
I founder di DAB Studio, Dennis e Lotte Bruns, hanno rinnovato gli interni preservandone l’anima storica e introducendo dettagli contemporanei. “L’edificio risale circa al 1929 e fu progettato da Eduard Cuypers”, spiega Lotte. “Il suo studio è considerato l’origine della Amsterdam School, perché i principali esponenti di questo stile – Michel de Klerk, Joan van der Mey e Piet Kramer – si sono formati proprio lì”.
Ma a rendere davvero speciale questo intervento, racconta Dennis, è stato il dialogo costante con la coppia di committenti. “La libertà creativa è fondamentale, ma lo è altrettanto ricevere osservazioni sensate e mantenere un confronto aperto. È da lì che nasce la ricetta perfetta, quella dove ogni elemento trova il proprio equilibrio”.
Le esigenze dei proprietari, inizialmente divergenti, si sono trasformate in uno stimolo creativo. “Lui desiderava uno spazio ordinato e segmentato, coerente con l’architettura dell’edificio. Lei, invece, era attratta da colori e texture, senza bisogno di una struttura troppo rigida”, racconta Lotte. Da questo dualismo è nata una visione più audace, che ha portato, per esempio, all’eliminazione della parete d’ingresso: ora una grande finestra a doppi vetri amplifica la luce, donando un senso di apertura.
Anche se ogni progetto firmato DAB Studio è diverso, il punto di partenza è sempre lo stesso: “Prima di cominciare facciamo una ricerca approfondita: analizziamo i vincoli architettonici, la storia, il quartiere, il periodo stilistico, gli elementi caratteristici… Tutto questo costituisce le fondamenta del concept che andiamo a sviluppare”, spiega Dennis.
L’arte è una presenza costante in tutta la casa, come nella cucina rivestita in legno, dove una lampada da tavolo in rame rosso con frange dorate e irregolari illumina il piano di lavoro dal design essenziale. La zona pranzo, in continuità con il soggiorno open space, è scandita da un lungo tavolo in legno scuro, tende di seta color senape e pannelli di vetro su misura sul soffitto. Sopra il tavolo, un’opera d’arte contemporanea del XVII secolo, accostata con disinvoltura a icone del design come la sedia Wassily di Marcel Breuer e il divano Soriana di Cassina: pezzi “non negoziabili” scelti direttamente dai proprietari. “La loro passione per modernismo e postmodernismo ha guidato tutta la nostra ricerca”, conferma Lotte.
Il camino è stato ridisegnato dallo studio con linee morbide e angoli smussati, in tonalità neutre, ancora una volta in omaggio all’estetica della Amsterdam School. Di fronte, un tavolino scultoreo e una chaise longue color rosso scuro firmata Gubi completano l’ambiente. “Questa casa riflette uno spirito libero e creativo”, conclude Lotte “dove ogni elemento può vivere da solo, ma anche essere percepito come parte di un insieme. Come un’opera d’arte in continua trasformazione”.