CASE
Fascino settecentesco

Ludovica Malagò e Gaia Rebecchini trasformano una casa in una palazzina settecentesca nel centro storico di Roma. Uno spazio fluido dai colori terrosi, con un forte senso di calore e matericità

Un intervento radicale e una ristrutturazione dalla A alla Z – dall’architettura all’interior design – sono stati commissionati al duo di architetti Ludovica Malagò e Gaia Rebbecchini che hanno trasformato questo appartamento, situato in una via storica nel centro di Roma, in un attico arioso mantenendo il fascino settecentesco della palazzina e aggiungendo un tocco contemporaneo.

“Inizialmente erano tre appartamenti di famiglia molto piccoli che abbiamo riunito in un’unica soluzione sviluppata su tre piani”, inizia raccontando Ludovica. “Il cliente ci ha commissionato tutto, dall’edile all’arredo. È stata una grande ristrutturazione, molto tecnica per via degli importanti lavori strutturali e di rinforzo che abbiamo dovuto fare”, continua Ludovica. Gaia e Ludovica sono amiche d’infanzia che però dopo gli studi in architettura hanno intrapreso strade diverse.

Dopo un anno di studi e di esperienze a New York, Gaia ritorna a Roma dove inizia la sua attività, mentre Ludovica completa i suoi studi a Parigi dove si stabilisce per diversi anni lavorando presso noti studi parigini per poi fondare il suo Studio Malià. Nel mentre, una breve esperienza a Dubai, e poi anche Ludovica ritorna a Roma dove già da diverso tempo seguiva progetti a distanza con l’aiuto di Gaia. “Gaia era la parte operativa, mentre io seguivo il design”, racconta Ludovica. “È stato bello ritrovarsi professionalmente perché ci lega una lunga amicizia e questo porta a una complicità che non si riesce ad acquisire facilmente con chiunque”, racconta Gaia.

L’ultima ristrutturazione dei tre appartamenti all’origine di questa abitazione risaliva agli Anni 70 e un po’ per tendenze diverse, un po’ per funzionalità, tutta la struttura originale della palazzina che risale al Settecento era stata nascosta sotto cartonassi e soffitti abbassati. Hanno così denudato gli spazi di tutte le sovrastrutture aggiunte negli anni riportando alla luce le travi originali e i pavimenti antichi. “Non eravamo sotto i vincoli della sovrintendenza ma ciò non toglie che abbiamo voluto conservare tutto ciò che abbiamo potuto della storia di questa casa”, raccontano Ludovica e Gaia.

Il piano della zona giorno è stato aperto completamente per creare un ambiente unico dall’ingresso fino alla finestra ovale, un punto focale attorno al quale hanno progettato la sala. “Ti fa venire voglia di andare là a vedere quell’occhio non solo per la vista ma anche per la sua forma”, racconta Ludovica. La cucina fa parte anch’essa del salotto ma “a tutti gli effetti ha un’entità ben precisa”: è stata ricavata dove una volta si trovava la veranda creando un accesso diretto – senza porte ma attraverso un portale – sulla zona living e una continuità con il terrazzo adiacente. “Abbiamo dato centralità alla cucina”, continua Gaia. “Era una zona che per quanto fosse degradata è quella che ci ha fatto più scintillare. Quando entriamo in un appartamento spesso abbiamo come dei feeling, poi magari il progetto lo cambiamo cento volte ma rimane sempre un punto di partenza. Qui abbiamo visto questa veranda un po’ malridotta che non faceva quasi parte della casa e abbiamo deciso di fare la cucina ed è da lì che è partito tutto il progetto”.

La scelta dei materiali è caduta su soluzioni grezze dai colori neutri, tutti materiali romani. “Ci sono tante vedute sui tetti di Roma con questi colori caldi e terrosi che abbiamo voluto riportare all’interno per creare questo senso di calore e matericità”, racconta Gaia. Tutte le pareti della parte living sono fatte con la tecnica della calce naturale, una calce romana posata all’americana e non un semplice intonaco. E poi tanto artigianato: marmista, falegname, fabbro, tappezziere, hanno tutti creato pezzi unici, alcuni disegnati da Studio Malià, come il tavolo in bronzo e marmo nella zona pranzo, le applique create ad hoc da Il Paralume, oppure i divani di lino custom made.

Il tocco di design non poteva però mancare e l’aggiunta di pezzi iconici come la lampada in vimini Gubi oppure il coffe table di Piero Lissoni assieme ad altri pezzi di design Anni 60 e 70 scovati nei mercatini o nei negozi di modernariato completano l’interior di tendenza chiaramente nord europea ma dal quale traspare il bagaglio culturale ed estetico così come le radici di Gaia e Ludovica.