A Helsinborg, in Svezia, la casa di Marie Olsson Nylander, interior designer
eclettica e lontana da ogni cliché. Che nelle crepe sui muri e nelle intercapedini
della vita trova il suo senso della bellezza
“Benvenuti a Helsingborg, una cittadina nel sud della Svezia, molto vicina alla Danimarca. Qui è dove vivo con la mia famiglia: mio marito e i miei quattro figli. E poi c’è Bosse, il nostro sharpei”. A parlare è Marie Olsson Nylander: interior decorator – ma ogni etichetta le sta simpaticamente stretta –, scrittrice, collezionista, personalità fuori dai cliché, stylist, podcaster e antiquaria. Uno spirito libero che ama collezionare pezzi vintage e rarità, innamorata delle sfumature di colore, della morbidezza dei tessuti, delle pagine ancora da scrivere.
Il suo stile lo definisce boho-wild, e non c’è forse definizione migliore per questo mix di oggetti rassicuranti, colori soft e polverosi, chicche vintage, espressione di una scapigliatura estetica e gioiosa. Questa grande dimora è la sua ultima creazione. Ma ci sono anche il podcast che cura con la sorella, i libri e tra i suoi recenti progetti c’è anche una casa tutta rosa, in Sicilia, il magnifico Palazzo Cirillo. Perché lei è così: instancabile, ma armoniosa.
Le interessano le crepe sui muri piuttosto che le superfici perfette, e nelle intercapedini della vita trova il suo senso della bellezza. Come racconta: “Amo il vintage, l’antiquariato, i sogni. Amo creare spazi, stanze e case. E il mio stile è ‘mio’: difficile da descrivere. Ma se dovessi elencare alcuni miei capisaldi, eccoli: preferisco i pezzi unici e gli allestimenti scenografici, e se mi serve un cuscino, non mi piace comprarne, piuttosto me lo faccio da sola”.
Uno stile perfettamente espresso in questa casa dai grandi volumi, con una divisione degli spazi tipicamente di fine Ottocento, dove Marie ha ambientato il suo scenario di felicità. Le mura in alcuni casi sono state lasciate volutamente delabré, mentre altre sono dipinte con gusto artistico, i mobili sono repêchage d’antan o pezzi cult di design, ma sempre con una grande cifra di comodità, come mostrano i tappeti ‘super furry’ o le sedute avvolgenti.
A farla da padrona è l’essenza stessa della casa, della quale Marie si è innamorata subito: “Le finestre, l’ingresso, le parti a volta con il balcone e l’intero feeling che questa casa restituiva mi hanno subito coinvolta”. Sorprendente il grande salone, con pareti che ha deciso di non dipingere: “Sono un ottimo sfondo per le foto e inoltre lasciarle così ci permette, se un giorno lo vorremo, di dipingerle. Però ho dipinto i soffitti: sarebbe stato troppo lasciare anche quelli nudi, in questa grande stanza”.
E il suo stile eclettico ed evocativo informa ogni dettaglio. “La casa è un mio progetto, così tante cose si incastrano tra loro, come seguendo un invisibile fil rouge, senza che io ci pensi più di tanto. Amo i mobili, i vecchi classici, quelli vintage e quelli nuovi di designer sconosciuti. Tutti oggetti che trovo belli, attraenti, e che meritano una seconda possibilità”.
Pezzi che sono frutto di un’intensa attività di scouting che Marie svolge in tutto il mondo: “Sono stata un grossista, mi occupo di antiquariato, e poi costruisco pezzi nuovi fatti di mobili vecchi o datati. Io e mio marito abbiamo una nostra collezione di mobilio, ci piace creare contrasti tra materiali diversi e realizzare semplici mobili di uso quotidiano, che diventano più belli con il passare degli anni”.